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Riflessioni Economico/Sociali interessanti….


Cari Amici,oggi mi e’ arrivata una mail da un Formatore ed Imprenditore che seguo con interesse da qualche tempo.

Frank Merenda (www.frankmerenda.com ) ed ho trovato questo post dal suo Blog veramente veramente interessante.

Penso abbia “fotografato” la situazione economico/sociale attuale perfettamente e che l’evoluzione che stanno avendo i Centri Commerciali ed i negozi al dettaglio siano plausibili con le sue affermazioni,pertanto vi giro il suo articolo e vi invito ad un vostro libero riscontro…

“Ieri dopo parecchi anni mi sono ritrovato a
mettere piedi dentro al Grand’Emilia di Modena,
che fino alla costruzione delle Befane di Rimini
deteneva il primato del più grande centro
commerciale dell’Emilia Romagna.

Se non sei modenese come me non puoi
capire bene la rilevanza di quel centro commerciale
per i ragazzi che ci sono letteralmente “cresciuti”
loro magrado dentro, quindi provero’ a spiegarti
in poche parole di cosa stiamo parlando.

Il Grand’Emilia e’ il luogo nel quale da
ragazzo si andava di nascosto quando si
saltava scuola e in generale nei week end
piovosi per andare a mangiare un velenoso
ma buonissimo panino da McDonald’s o
un trancio di finta pizza da Spizzico.

Me lo ricordo come sempre affollato,
a qualunque ora del giorno, tutti i giorni
della settimana.

Addirittura ricordo bene molti Lunedi’
subito alle 14:00 la gente in coda per
entrare, dato che la mattina teneva chiuso.

All’interno del Grand’Emilia ha sede il
Mediaworld, un megastore di elettronica
che da solo attirava la maggior parte
del pubblico del centro commerciale.

Ricordo negli anni d’oro del credito
facile, del “compra oggi paga con comode
rate a tasso 0 fra 6 mesi” la gente che faceva
letteralmente la fila per comprarsi un tanto
al mese l’ultimo modello di telvisore al
plasma, poi divenuti LCD, o l’impianto
stereo per la casa, o l’ultimo modello
di telefonino.

Ricordo anche bene come mentre tutti
uscivano col carrello pieno di ogni
diavoleria tecnologica, io visto che non avevo
un soldo mi dovevo limitare
a rimirare quelle cose meravigliose e scintillanti
che ti facevano sognare un futuro alla
Blade Runner.

Uno dei vantaggi di quando aprirono il
MediaWorld dentro al Grand’Emilia fu il non dover
piu’ spendere soldi in sala giochi, dato che il
gentile e premuroso gerente aveva avuto
la magnifica idea di mettere a disposizione per
il gioco libero le consolle di ultima generazione.

I pomeriggi passati a giocare alla prima Playstation,
poi al mitico Nintendo 64 con il primo Super Mario 3d
non si possono dimenticare facilmente.

Ora tutti quei ricordi d’infanzia bellissimi, se cosi’
si possono chiamare momenti passati
al chiuso in un cavolo di centro commerciale,
sono spariti nel nulla.

L’altro giorno entro e mi trovo davanti il deserto.
Se non mi credi ho postato anche una foto su
Facebook.

Corridoi e atrii vuoti tanto che ci si poteva
organizzare una gara di pattinaggio a rotelle,
serrande abbassate, negozi chiusi, scene deprimenti
di promoter Fastweb e 3 che volevano suicidarsi.

Avevano quella faccia triste e sconsolata, tipo
quella del Gatto con gli Stivali di Shrek, che sembravano
dirmi da lontano: “Vieni qua, ti prego, non ti
voglio vendere nulla…facciamo na chiacchiera…”.

Chiedo un po’ in giro ai vari baristi, gestori dei
self service ecc… se ci fosse qualcosa di particolare
quel giorno ma mi confermano che il trend calante
e’ andato via via accentuandosi nel corso degli anni
fino a portare alla situazione desertica che esiste ora.

Persino il Disney Store che era sempre pieno di
bambini ha chiuso i battenti, segno inequivocabile
che il traffico in quella che ormai pare evidente sia
diventata una cattedrale nel deserto e’
andato via vie deteriorandosi.

La mia prima considerazione e’ andata a coloro
che hanno speso incautamente un botto di soldi per
affittare uno spazio la’ dentro per il loro negozio come
unica strategia di marketing, per poi trovarsi in un
posto semi-vuoto.

Non e’ mai una saggia strategia quella di avere come
unica strategia per il tuo negozio o locale quello di
essere “in un luogo trafficato”.

Primo perche’ non e’ detto che il “traffico” che passa
davanti al tuo negozio sia interessato a cio’ che vendi.

Secondo perche’ da un momento all’altro per motivi
insondabili quel traffico puo’ svanire e con lui, se non hai
in piedi altre “porte” virtuali o reali per far entrare i clienti
nel tuo negozio, sei letteralmente con le gambe per aria.

E’ una lezione che hanno duramente imparato sulla loro
pelle i proprietari dei vari negozi che oggi sono solo
tristi saracinesce abbassate.

Sicuramente, se ne saranno andati leccandosi le
ferite e maledicendo la famosa “crisi”. Pare evidente
che davanti a uno scenario desolante del genere, evocare
la “crisi” sia almeno in questo caso lecito, ma non è cosi’
e se mi dai un attimo ti spiego il perche’ e perche’
questa cosa e’ cosi’ importante per te anche se
non hai un negozio ma sei un venditore o un
imprenditore che non opera nel retail.

Parliamo partendo da qualche dato di fatto
reale e non inventato:

l’Italia dopo la Germania e’ la nazione piu’ ricca
d’Europa.

Nel 2014 si è raggiunto il record di 1.900 miliardi nel risparmio
gestito (fondi di investimento, azioni, sicav etc) quindi mancano
CC e conti deposito e tutte le polizze assicurative e il TFR (che è un
debito liquidabile).

Si scopre quindi che il paese “in crisi”, L’Italia che affonda
ha una liquidità di oltre 3,300 miliardi (senza i valori
immobiliari) a cui togli gli indebitamenti in mutui che
nel 2014 sono stati circa 980 miliardI) scopri che anche
nel 2014 gli italiani sono il popolo più ricco dopo i tedeschi
(gli svizzeri non si contano). Ma ovviamente è il paese col
debito pubblico più alto. I tedeschi ci odiano per questo.

Questi non sono dati da campagna politica, bensi’ dati ufficiali
della Banca d’Italia che vengono forniti ogni anno e
che possono essere consultati liberamente anche se a pagamento.

Come mai allora se c’e’ tutta questa enorme ricchezza e le
banche esplodono letteralmente di risparmi degli
italiani (che per paura della crisi non investono) i centri
commerciali sono vuoti?

E’ presto detto: la ricchezza non e’ piu’ distribuita in maniera
“a cilindro” come una volta, bensi’ con una forma a clessidra,
dove la parte centrale “strozzata” rappresenta la classe media
che non esiste piu’.

In pratica il 20% della popolazione possiede oggi il 63%
della ricchezza mentre il rimanente 80% si divide il rimanente
37%.

Nell’ambito dei centri commerciali quindi cosa
sta succedendo? Esattamente quello che da oltre
un decennio sta succedendo negli USA che ci anticipano
sempre di qualche anno nelle tendenze economiche:

– i ricchi non vanno nei centri commerciali di fascia “media”
ma comprano i loro beni di lusso nelle boutique e nei negozi
di fascia alta.

– la classe media e’ in piccola parte salita tra i ricchi e in
larga parte e’ scivolata tra i “poveri”.

– La classe meno abbiente di coloro che devono stare
attenti al portafoglio,non va piu’ nei centri
commerciali ma ha cominciato a prendere d’assalto
i discount.

Ora il problema anche per i negozianti e’ che nella fascia
bassa e’ arrivata la grande distribuzione a fare man bassa.

Una volta mangiavi con la tua ferramenta di paese, oggi
e’ arrivato Obi o Brico Center a farti il culo.

Una volta avevi il tuo negozio di mobili di fascia bassa
per tutti gli operai e impiegati di basso livello della citta’
e vivevi da signore, oggi Ikea di fa un mazzo come
un cestone ecc…ecc…ecc…

Tutto cio’ che è nella fascia media e che una volta
andava tantissimo: la famosa “qualità al giusto prezzo”
va letteralmente sparendo.

Pensa solo a una ventina di anni fa : la macchina piu’ sognata
dai ragazzi era la Golf della Volkswagen. Se ne vendevano
treni. Oggi i giovani o hanno il papa’ bello pieno che gli
compra direttamente la BMW, l’Audi o la Mercedes, o si
accontentano di qualunque catorcio passa il convento.

La macchina di fascia “media” non vende piu’.

Si vende solo Top di gamma o meno caro come ti dicevo.

Solo che il meno caro non e’ una strategia che una PMI
italiana puo’ attuare, per ovvie ragioni. E per vendere
prodotti di fascia alta, e’ necessario molto cervello, devi
possedere credibilita’, intelligenza e competenze di
marketing e vendita che una volta erano quasi superflue
e quindi oggi sono sconosciute alla quasi totalita’
degli italiani.

Il problema e’ che non hai alternative.

Ascoltami bene: se vendi ai privati della ex “classe media”,
stai andando a picco semplicemente perche’ queste
persone stanno sparendo e non esistono piu’.

Se vendi alle imprese, e il tuo target sono imprese
“di fascia media”, queste stanno crollando a picco
per il problema di cui sopra, quindi tu crollerai a picco
con loro, insoluto dopo insoluto, chiodo dopo chiodo,
ritardo di pagamento dopo ritardo, fallimento dopo fallimento
ecc…

Ora, puoi auto-impotizzarti e convincerti davvero che
ci sia “la crisi” e che i soldi siano spariti nel nulla,
o puoi accettare la dura verita’, cioe’ che i soldi sono
semplicemente passati in mani diverse e quelle mani
li spendono ma non vengono a spenderli da te perche’
non hai nulla che possa interessare loro.

E’ finita l’era del bottegaio arricchito italiano. E’ finita
l’era dell’ignorantone col capannone che fa i soldi
perche’ e’ l’unico in citta’ a fare i bicchieri e se uno vuole
i bicchieri li deve comprare da lui.

E’ finita l’era del negozio di elettrodomestici di paese,
che faceva i soldi perche’ era l’unico a vendere e soprattutto
l’unico che in caso di problemi di poteva riparare l’apparecchio
guasto.

E’ finita per sempre l’era della “Qualita’ al giusto prezzo
con un buon servizio”.

E’ finita l’era del “Zio can! Avemo sempre fato cusi’ e adesso
no va pio’ ben??”

Purtroppo per loro, e lo dico senza ironia ora,
un sacco di famiglie abituate alla “bella vita” vedranno
polverizzata la loro ricchezza negli anni se non nei
mesi a venire. Di colpo e senza speranza.

Ma esiste speranza invece per chi e’ pronto a cavalcare
la nuova onda, a gestire con profitto la nuova marea
che e’ arrivata e che ha cambiato le carte in tavola.

E’ in corso il piu’ grande passaggio di ricchezza dai
tempi del dopoguerra.

Questo e’ il vero momento nel quale si rompono
gli equilibri e se da una parte le posizioni di rendita
vengono a mancare, si aprono porte per la ricchezza
per chi possiede le nuove chiavi del forziere del tesoro.

Una volta queste chiavi si chiamavano “terra e capannoni”.

Oggi le nuove chiavi si chiamano “Vendita e Marketing”.

Chi le possiede prende tutto.

….GRAZIE FRANK….