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…Facile fare “l’Imprenditore di noi stessi”..eh?


Ogni giorno si sente  parlare di startup ed attività nuove. Si fanno con lo spirito positivo essenziale per chi come noi,abbiamo deciso di diventare imprenditori di noi stessi e “partire” in una nuova avventura. Eppure nel sottofondo, mentre si corre come dei disperati per concretizzare i nostri sogni, in Tv, sui social e sui giornali assistiamo a gran voce, (sollevata da sindacati che inneggiano scioperi generali..senza comprendere  l’epoca in cui viviamo )….di dipendenti che non vogliono saperne di mettersi nei panni di chi “vive” la crisi  dalla mattina alla sera, e dalle aziende che chiudono e spostano la produzione all’estero.

“Se pensi di avere delle idee così geniali e dove lavori il tuo capo ti sfrutta, perché non ti metti in proprio e cerchi di realizzare le tue “visioni””? Sento troppa gente che continua a sostenere di avere un’idea interessantissima e ogni giorno si lamenta del proprio lavoro da dipendente, immutato da 15 anni.

….Il bello poi arriva dopo..

“…. finché avrò un posto fisso ed uno stipendio tutti i mesi, non ci penso lontanamente a mettermi in proprio….

“….Pero’, tu sei sicuramente più libero di me….”

 Ma per davvero c’è chi crede che un lavoratore autonomo sia una persona libera?

Purtroppo si…

  • libero di mettersi a lavorare alle sei di mattina anziché timbrare il cartellino alle nove.
  • Libero di incollarsi alla sedia per quindici ore consecutive e col telefono accesso fino a tardi.
  • Libero di infuriarsi e poi scrivere lettere gentili quando i tuoi clienti decidono di ritardare i pagamenti.
  • Libero di lavorare il sabato e la domenica e non prenotare mai un albergo se manca la connessione Wi-Fi.
  • Libero di accettare oggi dei lavori per ieri perché “siamo di corsissima e il budget è risicato”.
  • Libero di stare sveglio la notte perché sei sempre sicuro di aver dimenticato qualcosa di importante.
  • Libero di non capire esattamente cosa c’è da pagare allo Stato, al Fisco, al Comune, all’Inps e a mille altri destinatari che immancabilmente ti svuotano le tasche lasciandoti ogni mese con l’amaro in bocca.
  • Libero di non afferrare mai completamente quello che ti dice il commercialista, perché alla fine sono sempre brutte notizie.
  • Libero di non ammalarsi mai perché le consegne vanno rispettate e “fuori tu, avanti un altro”.
  • Libero…

 

Ma è davvero possibile fare impresa in un Paese convinto che chiunque abbia una partita Iva o una piccola attività sia un evasore? È possibile che in Italia una fetta enorme di persone, risulti completamente invisibile agli occhi del diritto? È possibile che nessuno si sia mai accorto di quel mostro assassino chiamato Gestione Separata Inps? Una cloaca che ingloba denari di lavoratori che non se li vedranno mai restituiti.

I nostri contributi servono oggi a coprire i debiti delle altre gestioni Inps, quella dei dirigenti per esempio. Gli autonomi non hanno diritto a nessun ammortizzatore sociale, eppure con i loro compensi producono un Pil pari a 24 miliardi di euro e garantiscono all’Inps un gettito di 5 miliardi e 805 milioni l’anno. I precari finanziano il Welfare senza avere nulla in cambio!

Questi…sono i fatti….

Ci vuole coraggio, a fare questa vita, ma ogni piccolo traguardo raggiunto ha un valore indicibile.

Perché ci arrivi sempre, nonostante tutto e mai grazie a qualcuno.

Anch’io faccio parte di quella gente che rischia sempre in prima persona, che la mattina affila la lama e inventa cose nuove perché altrimenti il mercato ti ammazza.

A volte capita che mi pento di non essere un dipendente e cambio idea tutte le mattine perché ormai non potrei più esserlo.

Cosa penso dei “rumors” che sento in questi giorni?

Nulla! È solo fastidio! Non mi riguarda.

Non mi riguarda Landini, i sindacati, la Fiom e tantomeno Renzi. In fondo, perché dovrei preoccuparmi di come  si spartiscono il “tesoretto” che non assaggero mai?