Coronavirus…chi ci deve aiutare ??


Ciao ! Per dare risposta a tutti coloro che mi hanno scritto o chiamato,  agli indignati e per farmi portavoce de “l’urlo collettivo”…riporto queste riflessioni  ed info, raccolte in Rete.

L’imperativo attuale è la salvaguardia della salute propria ed altrui..ma visto che abbiamo anche delle Attività lavorative da salvaguardare, mi aspetto che che per lo “Stato di Guerra” che si è reso necessario, si pensi già da subito a dei provvedimenti per aiutare a tenere in piedi,  il tessuto Economico del Paese..

Non è più il momento delle polemiche e delle chiacchiere. È il momento dei fatti, il momento in cui tutti devono scendere in campo.

Siamo in trincea e la guerra non la deve combattere sempre l’anello più debole..….

Il governo e le banche (tramite l’Abi) si devono sedere ad un tavolo ed affrontare immediatamente il problema delle imprese, soprattutto le piccole imprese che, ricordo, rappresentano il 90% del tessuto produttivo del nostro paese e hanno una forte dipendenza, (quasi sudditanza) nei confronti del credito bancario.

Se lo Stato non interviene con misure straordinarie, tra poche settimane  decine di migliaia di persone si troveranno senza risorse o  stipendio.

Le vendite di molti, sono ferme o a picco e  restare aperti in certi casi costa più della chiusura.

Per conservare la tenuta dei conti  e consentire il pagamento di Fornitori, paghe e stipendi, occorre coinvolgere subito il sistema bancario.

Dal 2008, al verificarsi della grave crisi finanziaria e il crack di tanti istituti di credito a livello mondiale, le imprese (e le loro famiglie) hanno aiutato, spesso involontariamente e a loro danno, con i loro sacrifici e il loro risparmio le banche a non fallire e a risalire la china.

Ora, in giorni di improvvisa difficoltà per le imprese (e le loro famiglie), gli istituti di credito potrebbero restituire il favore ricordando al governo che il Coronavirus è trasversale e indifferente alle pressioni delle lobby. Colpisce tutti. Ma non lo faranno….

Il Governo deve, quindi,  imporre “un sacrificio” al sistema bancario accordandosi anche con Bruxelles in merito ad alcune misure necessarie per evitare il default di migliaia di piccole imprese e offrendo in contropartita alle banche, anche esse imprese,  una detassazione di alcun asset che producono reddito.

Ne riporto in sintesi, quattro:

Prima proposta: Sì alla revisione delle regole di Basilea

Revisione immediata delle regole di Basilea in merito agli accantonamenti obbligatori che le banche devono effettuare in base alla “rischiosità” delle imprese a cui sono stati concessi finanziamenti.

Seconda proposta: No all’integrazione delle garanzie

Imporre al sistema bancario il divieto di richiedere una integrazione del valore dei titoli dati in pegno come garanzia per la concessione di prestiti.

Terza proposta: Sì a moratorie

Sospensione per almeno un anno dell’ammortamento del capitale (non solo degli interessi) sui finanziamenti rateali (ipotecari e chirografari). Chi non ha i soldi per pagare le rate, non ce li ha né per sostenere il costo degli interessi né per rimborsare il capitale preso a prestito. Ma soprattutto introdurre modalità di richiesta e ottenimento della “moratoria” molto più snelle e agevoli di quelle prescritte negli anni scorsi.

Quarta proposta: Sì a extra fidi

Accordare massivamente a tutte le imprese un extra fido pari almeno al  20% di quanto già concesso sotto forma di prestito a breve termine (scoperto di conto, anticipo crediti, anticipo fornitori, ecc).  Tale misura consentirebbe alle imprese in crisi di fatturato (e di incassi) di sostenere il finanziamento del capitale circolante (stipendi, fornitori, utenze, fitti, tributi) e dovrebbe essere sostenuta unitamente alla abolizione per almeno due trimestri di quei balzelli che rispondono al nome di DIF (disponibilità immediata fondi) e CIV (commissione di istruttoria veloce) e che hanno preso il posto della illegittima Commissione di Massimo Scoperto.

Ai conti pubblici penseremo tutti dal 30 settembre 2020. Altrimenti sarà difficile trovare imprese vive in grado di pagare tributi e banche al primo di ottobre…..

Restiamo LUCIDI ed affrontiamo la situazione  !

Evitiamo se possibile  di metterci in difficoltà tra di Noi….

Nessuno tra Noi è una Banca ..pertanto informiamoci ed affrontiamo chi di dovere ..

Non rimaniamo inerti, passivi ed in balia del “non sapere” …

Condividiamo tutto ciò che può essere utile alla collettività, perché è solo con il SAPERE ed il FARE, che si risolvono il problemi !!

Con la speranza di uscirne al più presto, un abbraccio virtuale a tutti !!!

Claudio Piovaccari

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