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I Cinesi in Italia “prosperano”…Perchè ??


Da ormai qualche anno ho  tristemente notato che sempre di più le vetrine dei negozi italiani chiudono inesorabilmente i battenti sotto la stretta morsa della crisi, dei debiti, della banche e di tutto quello che sappiamo ormai fin troppo bene, mentre i negozi e i locali gestiti dai cinesi sembrano “spuntare come funghi” e prosperare..

E qui sorge il problema…I Cinesi…

Dopo averli foraggiati per anni in Patria loro, affidandogli la qualunque  in termini di produzione, ed averli “ingrassati “ per bene per oltre cinquant’anni, ora ce li troviamo in Casa a padroneggiare il nostro Mercato, con il prezzo basso usato come testa d’ariete.

Il problema poi del prezzo deriva innanzitutto dal fatto, che anche noi, abbiamo in assortimento da vendere tanti prodotti cinesi, ma per ovvi motivi, li dobbiamo rivendere con un ricarico maggiore…ed a questo punto la partita è chiaramente persa..

Ma la domanda latente e’: come fanno loro..in un Paese dove la pressione fiscale e’ altissima a pagare affitti così alti, comprare in contanti aziende e capannoni?

Ho letto di recente una testimonianza di Monica Jay, che in parte risolve il quesito:

“ Ora vi spiego come mai i cinesi aprono negozi in Italia al posto degli italiani.

Il cinese sveglio, quello che scappa da un paese capital-comunista che nel 2012 ancora butta in strada le neonate femmina, ha capito che stare in un posto col freno a mano non è vantaggioso. Ha capito che vivere in città che da lontano sfavillano e che da vicino sono luride e malsane, non fa per lui. Ha capito che ci sono paesi in cui le leggi fatte tanto per fare sono come l’America, ma meglio! perché non deve andare a sgobbare in fabbrica come i suoi predecessori (anche se ignora che ci sono prezzi molto più alti da pagare).

Quando arriva nel Belpaese viene accolto e aiutato da altri cinesi che lo ospitano, gli trovano alloggi e gli danno persino i soldi per iniziare la loro attività. Una vera pacchia! Bè… ovviamente tutto ha un prezzo. E’ un po’ come il contratto della Sirenetta con la Strega del Mare.

Come funziona?

La cosa è un po’ più complessa di come ve la spiegherò, ma credetemi sulla parola che alla fine i passi salienti sono solo tre. Chiameremo cinese1 quello che da i soldi (l’imprenditore “vero”) e cinese2 quello che vuole aprire l’attività (l’imprenditore da spremere). Bene. Poniamo il caso che il cinese2 abbia bisogno di 100.000 euro per iniziare l’attività (comprare il capannone o il negozio, fare tutta la costosa trafila delle scartoffie all’italiana, comprare la merce, oliare qua e là, ecc…). Il cinese1 gli da i 100.000 euro sull’unghia con un contratto che funziona così:

– il cinese2 dovrà restituire l’intera somma tutta insieme;

– nel frattempo dovrà pagare un fisso mensile al cinese1 finché l’intera somma non sarà disponibile;

– i soldi mesili NON verranno scalati dalla somma da restituire.

Punto. Non c’è altro da aggiungere, se non “questo è peggio dello strozzinaggio”. In altre parole il cinese2 deve lavorare per ripagare il debito e mentre mette via i soldi nel gruzzolo finale, deve anche guadagnare abbastanza per pagare il fisso mensile, pagare il posto dove vive con relative bollette, stipendiare chi lavora (generalmente la famiglia) e mangiare. A conti fatti deve guadagnare proprio bene… e il fatto sconcertante è che funziona. Ci sono valanghe di esempi viventi di negozi che vanno alla grande da anni. E vanno bene perché alla fine molti italiani comprano lì. Anche perché, a proposito di qualità del prodotto, se vogliamo dirla tutta non c’è poi tutta questa gran differenza tra il prodotto cinese e quello italiano, visto che molti marchi italiani già da anni hanno spostato la propria produzione in stati più economici.

Maledetti cinesi! Sfruttano i propri connazionali! Vergogna.

Eh già. Ma intanto loro si immettono nel commercio mentre noi ne usciamo a mani vuote. Loro acquistano i locali commerciali che gli italiani non riescono più a gestire. Certo… non ci sono acquirenti italiani perché i prezzi sono alti e noi non abbiamo nessuno che ci presta i soldi, non legalmente almeno. L’italiano medio non vuole problemi e cerca sempre la via più legale possibile (checché se ne dica). Ed è proprio per questo che perisce. Avete mai provato a chiedere soldi alle banche? O ai fondi europei? Buona fortuna gente! “

L’articolo spiega in parte come si finanziano..ma lo sfruttamento non e’ solo cosa loro, anche perché’ noi Italiani se possiamo lo facciamo..

Questo non significa che quel sistema è valido o che dovremmo attuarlo, bensì che il permissivismo italiano fa sì che queste situazioni si attuino sotto il nostro naso; e mentre noi vendiamo locali e capannoni perché non arriviamo a fine mese, loro hanno i soldi per comprarseli…

Probabilmente se avessimo iter burocratici più semplici, banche davvero umane e una pressione fiscale corretta, potremmo farcela… a non chiudere.

Lo sfruttamento , il lavoro in nero, evasione fiscale sono i punti forti della popolazione cinese in Italia, e su questo non c’è dubbio.

Bar, parrucchieri, ristoranti, estetica, e mega store sono tutte attività dove il basso costo attrae l’italiano medio (in crisi o semplicemente risparmiatore), non pagando le tasse e lavorando il doppio di noi

Vivono inizialmente solo per lavoro fino a che il capitale non diventa sostanzioso.

Dopo di che saranno loro a prestare denaro ai loro connazionali (strozzini di buona fede) per aprire altre attività redditizie a basso costo. E ricomincia la giostra…

 L’Italia dovrebbe fare qualcosa, per risolvere questa invasione, o per diventare più astuti di loro…

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