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I criteri di scelta dei Clienti


Cosa rappresentano i criteri di scelta e quindi di acquisto?

Sono semplicemente quella serie di azioni che i tuoi clienti fanno per arrivare a scoprire il tuo prodotto (o servizio) e informarsi su di esso in rete o offline per poi acquistarlo.

In pratica e’ quello che facciamo anche noi ogni giorno nel processo decisionale che ci porta a comprare un’ oggetto da 1 € o anche da migliaia di Euro..

Senza conoscere il comportamento del consumatore e senza sapere come poi questo arriva all’azione dell’acquisto, non è possibile creare un flusso costante di clienti o meglio un “imbuto”, che lo porti a effettuare  l’acquisto.

Ignorare questa condizione, significa andare a caso, operare nel mondo del vago, del sentito dire, del “mi pare”…

Che impressioni hai dei suoi clienti ? o meglio  conosci la psicologia del consumatore?

Studi mirati hanno riscontrato che la maggior parte degli imprenditori non conosce i criteri di acquisto dei suoi potenziali clienti, o perlomeno non coincide con il suo vero punto di vista.

Avere una visione distorta di questa realtà porta a fare errori grossolani che fanno la differenza fra il successo e l’insuccesso.

Ma perchè mi serve?

Perchè se non sai esattamente cosa pensa il tuo cliente di tè, il processo decisionale che mette in atto, cosa determina in lui la scelta del tuo prodotto, in sfavore dei tuoi concorrenti, come puoi far leva su quegli aspetti per convincere anche chi non ti conosce, che molto probabilmente utilizzerà gli stessi criteri di scelta?

Se non sai con chi parli e cosa vuole questa persona, non puoi immaginare di interessarlo  ai tuoi prodotti o magari al tuo sito..

Un sito internet, per quanto tecnologico e scintillante, non è poi così lontano dalla vetrina di un negozio.

In vetrina il bravo commerciante mette pochi oggetti, quelli che sa essere i più interessanti per i clienti che vuole attirare, ma ti fa anche capire che dentro troverai anche tanti altri articoli che possono essere interessanti per te che ami magari, quella marca…

Il negoziante meno accorto, mette in vetrina qualsiasi cosa, pensando di attirare tutti quelli che passano.

Ciao’ funzionava trent’anni fa’,quando magari eri l’unico negozio nel raggio di km ,ora al contrario così facendo porti a confondere il passante, che non avrà poi nessun ricordo della sua vetrina e tanto meno dei suoi prodotti.

…e sulla Rete ?

Puoi mettere sulla tua vetrina virtuale qualcosa che interessi il tuo target se non lo conosci nel dettaglio?

Considera anche che qui, sulla rete non è come in strada che puoi tentare di “acchiapparlo” a un successivo passaggio….

Qui, persa la prima occasione, difficilmente riuscirai a convincerlo a fare un secondo passaggio….

Quindi, se non conosci tutto del tuo target, come fai a pensare di fermarlo e convertirlo in un cliente?

Studiare il processo di acquisto della clientela è determinante per capire quali messaggi deve dare il tuo sito internet, cosa deve dire, quali parole deve utilizzare.

Ciò ti permetterà di capire quali sono le cose e le azioni che convincono il tuo target, quali sono le azioni o situazioni, che lo “spaventano” e che lo respingono. Solo così avrai l’opportunità di guidarlo in un percorso di conoscenza per portarlo infine a scegliere te e i tuoi prodotti.

L’analisi del processo d’acquisto dei tuoi clienti, è la fase in cui raccogliere tutte le informazioni su di loro per comprenderne il profilo.

Ogni target, infatti, ha un approccio differente nella scelta di un prodotto o di un servizio: cambiano le esigenze da soddisfare, le fonti di informazione, le motivazioni alla base della scelta.

Lo studio delle abitudini e preferenze del tuo target e’ l’unica via per determinare il tuo successo.

Interroga il web e il mondo reale, studia i post od articoli  che riguardano il tuo settore, studia le opinioni delle persone per individuare le specificità dei tuoi clienti attuali.

Applicando queste metodologie, puoi identificare i luoghi dove catturare l’attenzione dei tuoi clienti potenziali per trasformarli in clienti reali.

L’assenza della fase di analisi del processo di acquisto genera azioni di promozione casuali e inefficaci.

…concludendo…

Questa per mè rappresenta l’unica strategia e discriminante,  fra un lavoro orientato al successo della tua Attività  e una presenza sulla rete fittizia che serve solo a farti dire che sulla rete ci sei….

Buona Ricerca e Studio…. 😉

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Vuoi stare sul Mercato? Sei un Intraprendente?


Nella mia esperienza ultra ventennale,oggi vorrei toccare un argomento un po’ spinoso e che mi espone ….ma oramai, dopo tante esperienze,ho imparato “sulla mia pelle” che essere schietti ed onesti…alla fine PAGA.

Parlo oggi di un particolare tipo di Cliente ( in qualsiasi Settore ovviamente..) che esiste, ma che la sua esistenza, con taluni modi operandi, oggigiorno ha grosse difficoltà a restare sul Mercato…

Sto parlando di quel tipo di Cliente, che acquista si’, ma non si impegna MAI, a leggere, studiare e mettere in pratica davvero, le informazioni che raccoglie e spesso, condivido con lui.

Questa tipologia di  Persona si potrebbe definire in gergo “cacciatore di opportunità”.

In pratica..cosa fa’ ?

Acquista, intesa come ” opportunita”, sempre nuovi prodotti, suggerimenti, consigli, o corsi…perché alla fine, cio’ gli da’ “la carica” ed un alibi..

…. ma poi….della serie….

“non farò mai veramente niente per cambiare la situazione  in cui mi trovo oggi”.

Questi, ahime’….sono coloro che “apprendono” ma non applicano quello che, vedono, ascoltano, o comprano….

Continuando a non fare niente, arrivera’ il giorno in cui ti metteranno in discussione, ed anzichè darsi la colpa per essere dei “pigri”….passeranno magari ad un’altro Fornitore… per ripetere poi alla fine…la stessa identica storia….

Non fraintendermi …non  “condanno” nessuno, e non sono nessuno per arrogarmi tale giudizio…

La differenza però che vedo quotidianamente, tra chi agisce e chi rimane “inerte” è davvero evidente..

i “Lamentoni ” spesso  non fanno NULLA di concreto, ma cercano solo conferme infauste..per giustificare la loro situazione..

Quelli che vogliono sapere, ma che poi  non applicano… non concludono… nulla.

Le informazioni e consigli, sono preziose o utili, SOLO per chi le usa !

Ammiro le persone attente, sagge, intraprendenti… e NON superficiali, disposte, a lavorare sodo oggi, per veder realizzate poi le ambizioni in futuro.

Mi piace la Gente che “gioca” per VINCERE.

Viva le  CARTOLERIE VINCENTI !!!!!

PS Se mi segui per….. “non perdere”….non ti posso aiutare…..;)

cit.F.Merenda

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I Cinesi in Italia “prosperano”…Perchè ??


Da ormai qualche anno ho  tristemente notato che sempre di più le vetrine dei negozi italiani chiudono inesorabilmente i battenti sotto la stretta morsa della crisi, dei debiti, della banche e di tutto quello che sappiamo ormai fin troppo bene, mentre i negozi e i locali gestiti dai cinesi sembrano “spuntare come funghi” e prosperare..

E qui sorge il problema…I Cinesi…

Dopo averli foraggiati per anni in Patria loro, affidandogli la qualunque  in termini di produzione, ed averli “ingrassati “ per bene per oltre cinquant’anni, ora ce li troviamo in Casa a padroneggiare il nostro Mercato, con il prezzo basso usato come testa d’ariete.

Il problema poi del prezzo deriva innanzitutto dal fatto, che anche noi, abbiamo in assortimento da vendere tanti prodotti cinesi, ma per ovvi motivi, li dobbiamo rivendere con un ricarico maggiore…ed a questo punto la partita è chiaramente persa..

Ma la domanda latente e’: come fanno loro..in un Paese dove la pressione fiscale e’ altissima a pagare affitti così alti, comprare in contanti aziende e capannoni?

Ho letto di recente una testimonianza di Monica Jay, che in parte risolve il quesito:

“ Ora vi spiego come mai i cinesi aprono negozi in Italia al posto degli italiani.

Il cinese sveglio, quello che scappa da un paese capital-comunista che nel 2012 ancora butta in strada le neonate femmina, ha capito che stare in un posto col freno a mano non è vantaggioso. Ha capito che vivere in città che da lontano sfavillano e che da vicino sono luride e malsane, non fa per lui. Ha capito che ci sono paesi in cui le leggi fatte tanto per fare sono come l’America, ma meglio! perché non deve andare a sgobbare in fabbrica come i suoi predecessori (anche se ignora che ci sono prezzi molto più alti da pagare).

Quando arriva nel Belpaese viene accolto e aiutato da altri cinesi che lo ospitano, gli trovano alloggi e gli danno persino i soldi per iniziare la loro attività. Una vera pacchia! Bè… ovviamente tutto ha un prezzo. E’ un po’ come il contratto della Sirenetta con la Strega del Mare.

Come funziona?

La cosa è un po’ più complessa di come ve la spiegherò, ma credetemi sulla parola che alla fine i passi salienti sono solo tre. Chiameremo cinese1 quello che da i soldi (l’imprenditore “vero”) e cinese2 quello che vuole aprire l’attività (l’imprenditore da spremere). Bene. Poniamo il caso che il cinese2 abbia bisogno di 100.000 euro per iniziare l’attività (comprare il capannone o il negozio, fare tutta la costosa trafila delle scartoffie all’italiana, comprare la merce, oliare qua e là, ecc…). Il cinese1 gli da i 100.000 euro sull’unghia con un contratto che funziona così:

– il cinese2 dovrà restituire l’intera somma tutta insieme;

– nel frattempo dovrà pagare un fisso mensile al cinese1 finché l’intera somma non sarà disponibile;

– i soldi mesili NON verranno scalati dalla somma da restituire.

Punto. Non c’è altro da aggiungere, se non “questo è peggio dello strozzinaggio”. In altre parole il cinese2 deve lavorare per ripagare il debito e mentre mette via i soldi nel gruzzolo finale, deve anche guadagnare abbastanza per pagare il fisso mensile, pagare il posto dove vive con relative bollette, stipendiare chi lavora (generalmente la famiglia) e mangiare. A conti fatti deve guadagnare proprio bene… e il fatto sconcertante è che funziona. Ci sono valanghe di esempi viventi di negozi che vanno alla grande da anni. E vanno bene perché alla fine molti italiani comprano lì. Anche perché, a proposito di qualità del prodotto, se vogliamo dirla tutta non c’è poi tutta questa gran differenza tra il prodotto cinese e quello italiano, visto che molti marchi italiani già da anni hanno spostato la propria produzione in stati più economici.

Maledetti cinesi! Sfruttano i propri connazionali! Vergogna.

Eh già. Ma intanto loro si immettono nel commercio mentre noi ne usciamo a mani vuote. Loro acquistano i locali commerciali che gli italiani non riescono più a gestire. Certo… non ci sono acquirenti italiani perché i prezzi sono alti e noi non abbiamo nessuno che ci presta i soldi, non legalmente almeno. L’italiano medio non vuole problemi e cerca sempre la via più legale possibile (checché se ne dica). Ed è proprio per questo che perisce. Avete mai provato a chiedere soldi alle banche? O ai fondi europei? Buona fortuna gente! “

L’articolo spiega in parte come si finanziano..ma lo sfruttamento non e’ solo cosa loro, anche perché’ noi Italiani se possiamo lo facciamo..

Questo non significa che quel sistema è valido o che dovremmo attuarlo, bensì che il permissivismo italiano fa sì che queste situazioni si attuino sotto il nostro naso; e mentre noi vendiamo locali e capannoni perché non arriviamo a fine mese, loro hanno i soldi per comprarseli…

Probabilmente se avessimo iter burocratici più semplici, banche davvero umane e una pressione fiscale corretta, potremmo farcela… a non chiudere.

Lo sfruttamento , il lavoro in nero, evasione fiscale sono i punti forti della popolazione cinese in Italia, e su questo non c’è dubbio.

Bar, parrucchieri, ristoranti, estetica, e mega store sono tutte attività dove il basso costo attrae l’italiano medio (in crisi o semplicemente risparmiatore), non pagando le tasse e lavorando il doppio di noi

Vivono inizialmente solo per lavoro fino a che il capitale non diventa sostanzioso.

Dopo di che saranno loro a prestare denaro ai loro connazionali (strozzini di buona fede) per aprire altre attività redditizie a basso costo. E ricomincia la giostra…

 L’Italia dovrebbe fare qualcosa, per risolvere questa invasione, o per diventare più astuti di loro…

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MARKETING…devi farlo..ti spiego il perche’..


Marketing

Perché si parla cosi tanto di Marketing?

Perché ora come ora è Fondamentale mettere in opera Strategie e Metodi che il Marketing insegna, per far prosperare la tua Azienda.

Quando si parla di Azienda,si fa riferimento all’Imprenditore..

Chi e’ l’Imprenditore? Un Esperto di Marketing che sà leggere un bilancio…Stop.

Dati aggiornati dicono:

Il 50% delle nuove Imprese chiudono nei primi     2 anni

L’80%                                                                     5 anni

Il 96%                                                                     10 anni

Perché questa situazione? Cosa è cambiato rispetto ad una volta?

5 Vantaggi Scomparsi:

  1. Mercato Vergine: Gap Temporale, Italia del dopo guerra..non c’era più nulla…
  2. Evasione totale: il 90% era “nero”
  3. Svalutazione moneta: la Lira era svalutata e vendevamo al 25% in meno rispetto al mercato estero
  4. Leva Bancaria elevata: …si lavorava con i soldi delle Banche
  5. Finanziarsi con il Fisco: Non pago ed aspetto la chiamata dal Fisco

Tutto cio non esiste più, pertanto è necessario attuare delle strategie giuste ed operative.

Il Marketing cos’e’ ? Semplifico:

Fare Marketing significa spiegare ai potenziali in target, perché dovrebbero comprare da me invece che dai concorrenti diretti ed indiretti, attraverso un’offerta alla quale non possono dire di no.

Convincere le Persone a compiere un’azione e fare agire il potenziale Cliente.

Cosa fare?

Fare un’offerta di front end ( offerta a bassissimo margine ma d’impatto) per acquisire un nuovo cliente e portarlo poi a compiere un nuovo acquisto con il back end ( vendita a margine di regime )

E’ mal pensiero credere che il profitto si debba realizzare su ogni singolo prodotto proposto, mentre la verità è che si deve creare valore medio più alto su tutto il transato!

Quindi il margine si crea dal front end al back end.

E’ necessario quindi fare una vendita con bassissimo margine od in perdita per acquisire un nuovo cliente..

Lo scopo finale del Marketing:

  1. Essere scelto per primo
  2. Essere pagato meglio
  3. Avere più margine
  4. Migliorare i rapporti con i Fornitori

Il Marketing NON E’ la Pubblicita’

Il Marketing se ben fatto, porta nuovi Clienti, fa’ vendere piu’ prodotti e più di frequente.

Domandiamoci…

  1. Cosa mi rende Unico e diverso dalla Concorrenza?
  2. Perche’ devono scegliere me ?
  3. Sto’ facendo qualcosa di diverso dalla Concorrenza?
  4. Sto’ offrendo soluzioni a richieste ricorrenti?

Le risposte….devono portarti a riflettere e se necessario, cambiare rotta..

Il primo Nemico è l’inerzia, ovvero non fare nulla …e’ difficile lo so’ uscire dalla “zona di confort”..ma rimanere inerti significa portare la propria attività al declino con le amare conseguenze che ne comporta.

Studiamo il Marketing, sulla Rete, sui libri, frequentando Corsi…è  VITALE per far prosperare la nostra Attività e tenerla a ruota con il Mercato che si evolve e cambia ogni giorno.

 

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LAMENTARSI NON E’ MAI UNA BUONA STRATEGIA


Ciao ! Oggi volevo  condividere e sviluppare un argomento scottante che tocca un po’ Tutti, ( Me ‘ compreso…ovviamente ) ma in particolare di una tipologia di Persona che di questo modus, ne hanno fatto una “filosofia “ di Vita…

Siamo abituati ad avere sempre bisogno di qualcosa e a farne un dramma qualora questa necessità non venisse soddisfatta. Di conseguenza, ci lamentiamo tutto il tempo senza trovare nessuna soluzione.

Anche se la situazione che stiamo vivendo è positiva o se si hanno raggiunto importanti obbiettivi personali, la nostra frase tipica sarà sempre “Sì, ma …”.

Tale atteggiamento fa sì che non si riesca mai a godersi la vita e che ci si affligge se stessi e coloro che ci circondano con la nostra “tossicità.”

Lamentarsi non serve a niente se non ad affondare nell’amarezza.

Quando ci si lamenta è come indossare un paio di lenti distorte che mostrano sempre la parte peggiore del mondo, anche quando ci sono infinite cose buone che accadono.

Lamentarsi è la negazione della responsabilità e colpevolizzare qualcun altro è solo una scusa per evitare tale responsabilità.

Accettare le responsabilità è il modo migliore per crescere come persona e sviluppare come essere umano.

Abbiamo un potere immenso nelle nostre mani.

Ogni qualvolta abbiamo la tentazione di lamentarci, proviamo allora a fermarci e chiedeci se davvero vogliamo continuare a negare di essere i soli responsabili di ciò che accade nella nostra vita.

Di certo, se smettessimo di lamentarci tanto per le cose che non vanno come vorremmo e ci concentrassimo di più sulle cose che ci possiamo godere e che ci rendono felici, non saremmo così amareggiati.

È molto più facile criticare e arrabbiarsi perché le cose non sono andate come si voleva, che cercare soluzioni per cambiare la situazione.

Cercare soluzioni ai problemi implica smettere di fare le vittime e cominciare a lottare per quello che si desidera, richiede uno sforzo che molti non sono disposti a fare.

La nostra attenzione si concentra interamente su ciò che consideriamo  negativosenza essere capaci di vedere il lato positivo di tutto quel che facciamo.

Non accettiamo il fatto che ci siano cose che non si possono cambiare..

Per questo tipo di status  l’accettazione non esiste.

Non tolleriamo che le cose non vadano come vogliamo e non facciamo altro che ripetere che è insopportabile, intollerabile e disastroso che il mondo funzioni in questo modo.

Il risultato è un aggravamento dei problemi e un’impossibilità nel trovare una soluzione.

Cosa fare quindi per smettere di lamentarsi?

Per imparare a smettere di lamentarci in primis è quella di assumerci in pieno le proprie responsabilità.

Ognuno di noi, ogni giorno, senza colpevolizzarsi, ma con piena consapevolezza, dovrebbe affermare al mondo che “io mi prendo la responsabilità di tutto ciò che mi accade”.

Questo significa, in concreto, che:

  • Se sono infelice, io sono l’artefice della mia infelicità.
  •  Se c’è un problema che mi assilla, io ho la responsabilità di risolverlo.
  • .Smettete di giudicare tutto. Non siamo i giudici di niente e di nessuno, dunque la cosa più sensata da fare è chiudere la bocca e adattarci alle circostanze. Prima di giudicare, inoltre, guardiamoci allo specchio: neanche noi siamo perfetti.
  • Fomentiamo l’accettazione nella nostra vita. L’accettazione è un “balsamo” per raggiungere la pace interiore e la salute mentale. Se capiremo che ci sono svariate situazioni e persone sulle quali non abbiamo nessun potere, impareremo a non crearci aspettative fasulle e ad accettare tutto così come viene.
  • Fermiamo i pensieri negativi. Le parole sono il prodotto dei nostri pensieri, di ciò che diciamo a noi stessi. Se sapremo combattere le idee negative ed irrazionali, sarà più difficile non cadere nel vittimismo. Le nostre lamentele e critiche non saranno più onnipresenti. Il segreto sta nel confrontare le nostre idee con la realtà: capiremo che, spesso, siamo proprio noi a generalizzare ed ingrandire le cose.
  • Concentriamoci sull’aspetto positivo delle cose. Ogni circostanza ha un lato positivo, solo che non ci prestiamo attenzione e non riusciamo a vedere tutta la bellezza che ci circonda. Proviamo a fare uno sforzo e ad enumerare tutte le cose positive che abbiamo nella vita: ci renderemo conto che ci sono più cose piacevoli di quante credevamo. Guardiamo le cose che non ci piacciono da un altro punto di vista e vedremo che anche lì c’è qualcosa che luccica.

Mettiamo in pratica ogni giorno questi consigli e la nostra vita comincerà a cambiare..

Ricordiamoci che il cambiamento ha sempre inizio dentro di noi, non fuori.

Protestare contro il mondo non serve a niente, iniziamo ad amare la vita così com’è

Un ulteriore modo efficace per non lamentarsi è quello di allontanare i pensieri negativi, e sostituirli con ventate di ottimismo (della volontà).

Pensiamo a una difficoltà sul lavoro, a cose che non vanno come avevamo immaginato, e alla reazione istintiva. Di lamentarsi, appunto.

Facciamo il contrario: ricordiamoci che in questo momento il lavoro è quasi un lusso, e comunque una fortuna. E in ogni caso siamo sicuramente nella condizione di migliorare la nostra condizione.

Non cerchiamo solidarietà nel nostro lamento. Teniamo presente che lamentandoci spesso ci allontana dagli altri, ci mettiamo in una condizione di essere respinti.

Diventiamo perfino insopportabili.

Lamentarsi è sinonimo di grave miopia verso i problemi del prossimo, di ingratitudine verso la vita e una inutile perdita di tempo.

In questo status non siamo in grado di apprezzare l’aspetto positivo delle cose, restiamo a  sprofondare nel nostro dolore.

Non riusciamo ad approfittare delle situazioni e, anche qualora la fortuna bussi alla nostra porta, non riusciremo a vedere e cogliere l’opportunità che ci viene offerta.

Noi tutti abbiamo i nostri problemi, ma non dovremmo andare in giro a sbatterli in faccia a tutti per vedere chi è il più sfortunato, in una gara tra vittime.

Una volta può farci piacere ascoltare la lamentela di un amico e gli offriremo il nostro aiuto, la seconda volta anche. Ma a partire dalla terza si inizia ad essere stanchi.

Pertanto, preferiamo evitare le persone che si lamentano di tutto come se fossero dei vampiri emozionali.

Come risultato, poi queste persone restano sole come conseguenza di un meccanismo che esse stesse hanno creato.

E quando gli altri ti lasciano da solo…allora si …avrai un motivo in più per lamentarti.

Così la prossima volta che pensarai di lamentarti, chieditii:

– Quale insicurezza o difficoltà nasconde questa lamentela?

– Ho dei validi motivi per lamentarmi?

– Quali aspetti positivi mi darà la lamentela?

Chi sceglie di assumere il ruolo di vittima scarica altrove il peso delle proprie responsabilità

Le lamentele sono il più grande nemico del cambiamento

il nostro ruolo è fondamentale e non dobbiamo mai dimenticare che sono le scelte che facciamo a determinare il nostro percorso.

Chi vive nel pessimismo non troverà mai una soluzione e neppure la cercherà.

Perché qualsiasi tipo di impresa è destinata a fallire, qualsiasi obiettivo sarà irraggiungibile, ogni cambiamento sarà in peggio e ogni tipo di innovazione si dimostrerà inutile

Lamentarsi non porta nessun beneficio, anzi. Apparentemente crediamo di liberarci in questo modo di quel che non va, in realtà non facciamo che confermarlo.

Nella stragrande maggioranza dei casi, puntiamo sempre il dito contro il prossimo, dimenticandoci che, mentre lo facciamo, tre dita sono puntate contro di noi.

La maggior parte di noi si lamenta praticamente di tutto ciò che non è come vorrebbe che fosse. Il governo, il meteo, il traffico, la casa, il lavoro, eccc ecc e chi più ne ha più ne metta.

L’incapacità di accettare le cose per quello che sono, si unisce alla testardaggine di voler per forza cambiare ciò che non dipende da noi o alla pigrizia del non voler agire per trasformare quello che è in nostro potere, creando così la miscela ideale per la lamentela perfetta.

Se non si fa nulla di concreto per porvi rimedio, se non si agisce, se non si cambia prospettiva e atteggiamento, se si resta fermi e immobili aspettando che le cose cambino da sole, non si va da nessuna parte.

Perché è deleterio piangersi sempre addosso? 

Perché apparentemente è la soluzione più facile, più comoda e veloce

L’errore più comunemente commesso è proprio offrire quell’aiuto a chi potrebbe tranquillamente farcela da solo.

Più aiuti qualcuno che crede di non essere abbastanza abile, più alimenti la sua convinzione di essere incapace.

Più dai ascolto a chi si lamenta per niente, più questi continuerà a lamentarsi per tutto.

Oggi è largamente diffusa (e accettata) l’idea che si possa dire ciò che si pensa sempre e comunque.

Questa intangibile libertà personale si è trasformata in forma di libertinaggio, egocentrica e irrispettosa, che va’ a ledere quell’intimità che ciascuno di noi dovrebbe riservare solo ed esclusivamente a se stesso

Cambiamo quindi prospettiva…

Guardare la vita, le persone, le cose e gli eventi da diverse angolazioni, ci permette di avere un quadro più completo della realtà.

C’è sempre una via d’uscita, ma spesso non riusciamo a vederla perché siamo immersi personalmente e non abbiamo una percezione obiettiva della realtà.

Tendiamo sempre a soffermarci su ciò che non c’è, su ciò che non funziona, su ciò che manca, dimenticandoci di tutto il resto che va alla grande. 

Spostiamo i riflettori su ciò che nella tua vita ci da’ gioia, qualunque cosa sia, e dimostriamo gratitudine per questo

Nessun problema al mondo è stato mai risolto semplicemente avanzando critiche e lamentele a riguardo.

Occorre agire, sporcarsi le mani, sudare per raggiungere risultati che cambiano la vita.

Cosa sei veramente disposto a fare (non solo a parole) per risolvere il problema che ti tormenta?

I pensieri e le parole sono energia e l’energia, si sa, o è positiva o è negativa.

Inoltre, quello che pensiamo e quello che diciamo, al pari delle azioni, plasmano la nostra realtà.

Quando ci lamentiamo, stiamo compiendo una scelta: quella di lagnarci. Chiediamoci quanto questa nostra  scelta ci renda felici o infelici

Obiettare a qualcosa che non possiamo controllare provoca una momentanea sensazione di sollievo, ma in genere peggiora le cose, aumentando l’attenzione che dedichiamo a quel problema, il che lo rende ancora più invadente

L’insoddisfazione non deriva dalle situazioni stesse, ma dal modo in cui pensiamo di raggiungere la felicità

Oggi non abbiamo più scuse. Non possiamo trincerarci dietro un “non so come fare” o  ” non ci posso fare nulla”.  

Oggi, grazie anche alle nuove tecnologie, abbiamo accesso ad una infinità di informazioni. Possiamo entrare in contatto con le menti più illuminate, possiamo studiare, leggere, fare corsi, confrontare esperienze, unire le forze, scambiarci le idee.

Ma per molti di noi, è più comodo lamentarsi che agire. Per molti è più facile parlare di sfortuna o di problemi piuttosto che mettersi in discussione, rischiare ed impegnarsi seriamente.

Non è quello che accade o quello che ci circonda a determinare il nostro successo ma il modo con cui viviamo ogni istante.

Sono le nostre scelte, i nostri comportamenti, le nostre conoscenze, il nostro atteggiamento mentale a fare la differenza. Nel bene come nel male.

Lamentarsi è un modo per ottenere l’attenzione degli altri, per tenere i riflettori puntati su di sé

I lamentatori professionisti di solito si lamentano con chiunque li ascolti, ripetono sempre le stesse cose, e non tengono particolarmente in considerazione l’opinione dell’altra persona.

Lamentarsi fa male alle relazioni.

Molte delle nostre lamentele hanno una funzione comunicativa: lo facciamo per chiedere attenzione, per essere accontentati, per scaricare sugli altri le nostre frustrazioni.

Quando lamentarsi diventa un’abitudine, quando lo facciamo di continuo, stiamo anche logorando le nostre relazioni.

Stare ad ascoltare qualcuno che si lamenta richiede una certa dose di impegno e di energia: ci si sente investiti da malumore, tristezza, rabbia, disagio.

Se la cosa esce dall’occasionalità e diventa un’abitudine, allora la relazione per forza di cose si logora.

Chi si sente interpellato solo per ricevere lamentele, presto o tardi, in un modo o nell’altro, si stanca.

Smettere di lamentarsi richiede  attenzione e consapevolezza. Chi è abituato a lamentarsi infatti lo fa senza senza riflettere, in modo automatico

Uno sfogo ogni tanto fa bene per alleggerire la carica emotiva, per cercare aiuto o conferme

Tutto ciò che accade nella nostra vita l’abbiamo attirato a noi, consapevolmente o meno, con i nostri pensieri, i nostri sentimenti, le nostre paure, le nostre parole, le nostre azioni, le nostre attitudini.

Il nostro ego spesso, boicotta tutti i tentativi dell’anima di evolvere,

Scoprire la verità sulla legge del karma, che è la legge di attrazione, significa prendersi in toto le responsabilità della propria vita.

Chi non è pronto a conoscersi, a vedere i propri difetti, preferisce ancora incolpare qualcuno di esterno a lui per i propri dispiaceri.

Prendiamo a quattro mani il coraggio di esaminarci e decidiamo di sbarazzarci di tutte le abitudini deleterie!

ACCETTIAMOCI per quello che siamo e per quello che abbiamo a disposizione!

Ricordati che il cambiamento ha sempre inizio dentro di NOI, non fuori. Protestare contro il mondo non serve a niente, inizia ad amare la vita così com’è!

E ricorda: non colpevolizzarti.

Avere sbagliato in passato e continuare a ripeterlo non aiuterà nessuno.

Esiste solo il presente, è questo l’unico momento su cui puoi intervenire.

Accogli allora le tue responsabilità, dai VALORE a ciò’ che hai ORA e sorridi e affrontale con positività, fiducia e ottimismo.

Diciamo a Noi stessi :

“Non mi devo lamentare perché so che il punto in cui mi trovo è il risultato delle mie scelte e delle mie azioni, di quelle che ho compiuto e di quelle che ho evitato.”

Concludo ora questa lunga riflessione con una citazione che dovremmo TUTTI mettere in bacheca:

“La brevita’ della Vita, tanto spesso lamentata, potrebbe forse essere quel che la Vita ha di meglio.” 

cit. ARTHUR Schopenhauer

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L’importanza di fidelizzare il Cliente


Fra i principali obiettivi che ogni Attività’  deve perseguire, c’e’ senza dubbio alcuno, la necessita’ di realizzare  un soddisfacente livello di fidelizzazione.

Ma cosa significa in realtà fidelizzare la Clientela? perché è importante? attraverso quali strategie si possono raggiungere i migliori risultati?

Vediamoli in dettaglio:

Per  fidelizzazione si intendono quell’insieme di azioni mirate al mantenimento della clientela esistente e si realizzano principalmente attraverso una serie di strategie volte a creare il più elevato grado di Soddisfazione.

Il perché’ e’ presto detto:

Un cliente soddisfatto è un cliente che ritorna e acquista nuovamente.

Risulta evidente quanto sia importante per ogni Attività’  commerciale acquisire una elevata quota di clienti “sicuri” che garantiscano una base di fatturato stabile e duratura.

Fidelizzare un Cliente in maniera  efficace, permette di ottenere un reale ritorno dell’investimento, in particolare per quel che riguarda il medio/lungo periodo, ma soprattutto è importante perché acquisire nuovi clienti costa molto di piu’ che mantenere quelli già’ esistenti…

Mantenere una quota di clienti sicuri ribadisco,è notevolmente importante per ogni realtà commerciale, e per talune, e’ assolutamente determinante.

Più è forte la concorrenza, ad esempio, più si rende necessario assicurarsi la fedeltà della clientela,

Ill cliente è infatti per sua natura, tende a sperimentare, si muove alla ricerca del prodotto/servizio più soddisfacente, almeno finché non subentra una nuova abitudine, che lo “lega”, più o meno stabilmente, a un particolare fornitore o venditore.

Ogni cliente è infatti una figura a sé , e con le proprie specifiche e caratteristiche.

Studi di marketing potranno anche fornire tendenze generali sui suoi comportamenti più frequenti ma rimane il fatto che ogni cliente ha la sua storia, le sue motivazioni, le sue necessità.

Una strategia di fidelizzazione concreta deve essere pertanto in grado di rispondere efficacemente alle esigenze di personalizzazione, tenendo comunque presente che non tutti possono diventare clienti duraturi e che alcuni possono essere troppo dispendiosi in termini di tempo, costi e impegno, ragion per cui è bene concentrarsi su un target che sappia dare risultati apprezzabili.

Per ottenere la fiducia del cliente è innanzitutto necessario dimostrargliene altrettanta !!!!

Un rapporto chiaro e trasparente costituisce una solida base per un rapporto duraturo.

Trattare il cliente con rispetto non è solo prova di buona educazione, rappresenta una assoluta necessità, se si vogliono abbattere eventuali barriere di diffidenza, perplessità e conquistare quindi la stima del proprio interlocutore.

Altro aspetto fondamentale riguarda la qualità effettiva dei prodotti o servizi offerti

E’ necessario garantire cio’ che si promette !!!

Implementare  campagne di marketing e strategie di fidelizzazione che non sono in linea con le  aspettative del Cliente, oltre a non essere redditizio rischia di essere addirittura controproducente!

L’obiettivo di una strategia di fidelizzazione è creare la soddisfazione del  CLIENTE e questa si concretizza principalmente attraverso un prodotto di qualità, funzionale, affidabile e conveniente.

Con queste basi ,bisogna fare in modo di creare un vantaggio effettivo per il cliente, per renderlo ulteriormente soddisfatto e magari superandone le aspettative!!

Suggerisco alcuni modi per raggiungere tale scopo:

– crea programmi preferenziali e trattamenti di favore

– Crea offerte speciali, sconti e promozioni

– Offri prezzi agevolati su accessori, optional o estensioni di un prodotto appena acquistato

– comunica news utili, inerenti magari a evoluzioni o aggiornamenti relativi al prodotto/servizio acquistato dal cliente.

-Sappi offrire un servizio di assistenza in grado di rispondere con competenza e di risolvere i problemi del cliente con velocità ed efficacia .

– Presentati su internet con un sito ben fatto , che sappia fornire davvero le informazioni di cui il cliente ha bisogno, che riesca a catturare la sua attenzione, che sia pratico e funzionale

Per riuscire a fidelizzare lil Cliente, è fondamentale comprenderne i bisogni e capire come soddisfarli nel modo migliore possibile.

Prestare attenzione alle esigenze del cliente non va’ a discapito dell’ attenzione ai profitti…

Un buon grado di Customer Satisfaction , si raggiunge conoscendo a fondo cosa sia in grado di dare soddisfazione ad ogni rispettivo cliente che si vuole fidelizzare.

Come piu’ volte da Me’ ribadito, su’ articoli scritti in precedenza,si rende strategicamente necessario utilizzare una piattaforma che sia in grado di gestire i  profili degli utenti e fornire lo storico delle vendite intercorse.

Un buon database, creato con i dati dei Clienti acquisiti  offre  sotto questo aspetto, opportunità davvero vantaggiose perché ti consentono di migliorare il livello di conoscenza dei clienti e di mettere in atto campagne personalizzate utilizzando tutti i possibili canali, permettendo inoltre di monitorare i risultati nel tempo con investimenti non proibitivi ,assicurando alla fine un ritorno di investimento particolarmente apprezzabile.

Un buon processo di fidelizzazione dovrebbe partire da lontano…..si dovrebbe mettere in azione ancora prima di aver acquisito il cliente.

Già dai primi contatti, infatti, è possibile gettare le basi per un rapporto solido e duraturo con il cliente, acquisendo le prime essenziali informazioni che consentono di creare un profilo il più possibilmente completo e preciso sul quale possono successivamente essere studiate e messe in atto azioni mirate e strategie personalizzate.

Capacità di osservazione e soprattutto saper ascoltare, capire esigenze e motivazioni del cliente, risulta FONDAMENTALE per agire di conseguenza nell’ottica della sua totale soddisfazione.

Conclusioni:

Tenete comunque presente che esistono cali fisiologici per quel che riguarda la clientela fidelizzata pertanto rimane FONDAMENTALE anche perseguire l’attivita’ di acquisire costantemente nuovi Clienti, per sopperire alle periodiche flessioni e per trarre vantaggio dalle opportunità che ogni rinnovamento porta con sé.

Ponendovi  nuovi obiettivi ed incrementando la conoscenza del vostro mercato di riferimento, portate freschezza e mantenete l’azienda attiva favorendo la ricerca di un costante miglioramento.

A questo proposito è opportuno ricordare che un’efficace strategia di fidelizzazione contribuisce notevolmente a rafforzare il vostro Brand.

il Branding di conseguenza  rappresenta di per sé un’ottima strategia sia per acquisire nuovi clienti sia per fidelizzare quelli già acquisiti, grazie al forte legame emozionale che si crea tra Voi , il Cliente ed il vostro  Marchio.

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Comunicare bene..per vendere di piu’ !!


Ciao! Oggi volevo condividere con Te’.alcuni punti che ritengo fondamentali per effettuare una comunicazione efficace e corretta con i tuoi interlocutori.

Comunicare attraverso i Social,con le email o con la carta stampata e’ senza dubbio una pratica fondamentale per acquisire piu’ Clienti ed aumentare le vendite.

Per fare ciò’ occorre conoscere e “padroneggiare” alcune tecniche  e punti di interesse.

Fornire in primis, una motivazione logica e convincente del perchè facciamo questa offerta  o del perchè questo prezzo e  perchè agire ora.., possiamo essere in grado di condurre le persone a compiere più facilmente l’azione che vogliamo.

PERCHE’?

Riflettici bene.

Tutti noi acquistano spinti dalle emozioni ,ma poi abbiamo bisogno di un motivo logico e razionale per giustificare  l’acquisto.

In particolare, ci sono 3 perchè che risultano essere davvero determinanti.

  • Perché io
  • Perché è vero?
  • Perché ora ?

Specificità

La specificità aiuta il tuo potenziale cliente a vedere, toccare e sentire nel migliore dei modi il messaggio che vuoi comunicargli, e gli dà una ragione in più per fidarsi di te.

Quando un potenziale cliente visiona per la prima volta la tua offerta, solitamente ha una certa resistenza di acquisto.

Se il tuo messaggio appare generico o superficiale nei punti più importanti, la tua offerta non potrà essere credibile. Di conseguenza il cliente non considererà minimamente l’opportunità di acquistare.

Tuttavia, se , aumenti la specificità, aggiungi dettagli, numeri, fatti, dati, beh, le possibilità che il tuo potenziale cliente venga persuaso ad acquistare sono di molto maggiori.

Perché? Semplice.

L’offerta verrà capita meglio e minore sarà la resistenza di acquisto del tuo potenziale cliente.

Quindi,devi essere specifico, rivolgerti a lui in primis, e mettere in evidenza dettagli e benefici per Lui !!

Reciprocità

Il modus della reciprocità produce un impellente bisogno di ricambiare quando qualcuno ci dà qualcosa che noi desideriamo per primo.

Le persone di conseguenza si sentono in debito con chi ha dato per primo.

Il miglior modo per attuare questo “trucco psicologico” è di dare ai tuoi potenziali clienti qualcosa di immenso valore direttamente dentro la tua presentazione di vendita assolutamente gratis.

Se l’informazione è davvero grandiosa, la persona che dall’altro lato dello schermo la sta consumando si sentirà fortemente ripagata e avvertirà di essere in debito con te… di conseguenza si innesca una voglia travolgente di ripagare questo debito. Quando questo meccanismo viene attivato, il modo più ovvio per ripagarti è di fare un acquisto.

Che cosa produce reciprocità?

Il valore offerto è la ‘molla’ che fa scattare il senso di reciprocità.

Il messaggio che la maggior parte della gente associa al massimo valore, è quello che arriva in modo diretto con la conoscenza o le informazioni che condividi con loro.

Quando tu…

  • Condividi qualcosa di nuovo
  • Confermi qualcosa che già loro sospettavano
  • Convalidi qualcosa che già sanno essere vero

Simpatia

Sembra banale e scontato, ma normalmente siamo tutti facilmente influenzabili da coloro che ci piacciono e ci sono simpatici.

Solitamente le persone sono più propense ad acquistare quando sentono di conoscere e apprezzare il venditore, e quando percepiscono di essere valorizzati, curati e apprezzati da lui.

Nella tecnica del copywriting, per ottenere questo risultato (cioè conquistare la simpatia e la stima delle persone) esistono diverse tecniche, ma il meccanismo più efficace è quello dello storytelling ovvero del raccontare una storia.

.Qual è l’ingrediente mancante di quasi tutte le  comunicazioni di offerte e vendita?

È l’essenza della vendita focalizzata sul cliente.

Le persone comprano da chi le aiuta a valorizzare se stesse.

Quindi il tuo unico scopo nella vendita focalizzata sul cliente (l’unico modo per vendere efficacemente) è quello di aiutare le persone a farle sentire meglio mentre leggono la tua lettera di vendita, il tuo prodotto o qualsiasi tuo contenuto.

Ecco tre ingredienti ‘chiave’ che innescano risonanza nel tuo acquirente:

  • Le persone comprano da chi apprezzano e stimano
  • Le persone comprano da chi è simile a loro
  • Le persone comprano da chi li valorizza

Scarsità

La scarsità funziona perchè forza all’azione.

Pensaci, in assenza di scarsità, la cosa più semplice che ti viene da fare, anche quando un’offerta ti interessa è rinunciare all’acquisto e rimandare a più tardi.

Una delle tipiche obiezioni dei clienti è l’idea che “non è ho bisogno adesso”, oppure: “lo comprerò quando avrò il tempo di usarlo” e tutta una serie di scuse di questo tipo, che poi alla fine sono tutte parenti della procrastinazione.

Ma se mettiamo la scarsità, gli diciamo, “se lo vuoi, devi decidere ora”. Quindi gli diamo una ragione valida e convincente per agire.

Certo, ok, potresti pensare che questo sia manipolare il tuo pubblico, ma se credi fermamente nel tuo prodotto, e se sei arci-convinto che sei in grado di aiutare i tuoi clienti con il tuo prodotto, allora usare la scarsità è il miglior modo per smuoverli e farli entrare in azione nel loro migliore interesse.

Ci sono due modi fondamentali per creare scarsità:

Scarsità temporale con scadenza fissa

“Questa offerta (o parte dell’offerta) sarà disponibile solo dalla data…alla data…”

Scarsità in termini di quantità disponibile

“Questa offerta (o parte di essa) sarà disponibile fino a che (n°x pezzi/quantità a tua scelta) non andranno esauriti…”

Ricorda solo di rendere la scarsità credibile. Se affermi che ritiri il prodotto dopo che è scaduto il tempo limite, o che il prezzo speciale dura fino alla data x, poi devi mantenere quello che hai detto. Pena una perdita di credibilità e crollo di vendite la prossima volta che farai un’offerta.

Conclusione

Questi 4 principi ti aiuteranno senza dubbio ad aumentare le vendite, ma ti suggerisco anche di fare un ulteriore esercizio, per la massima resa.

Io lo sto’ facendo da diverso tempo….

La prossima volta che compri un prodotto, salvati la mail o l’articolo dell’autore e getta uno sguardo alle molle psicologiche che ha usato.

Chiediti: “cosa mi ha spinto qui a comprare questo prodotto? Cosa mi ha convinto?”.

Dopo un po’ che fai questo esercizio, sarai capace di  capire meglio i tuoi personali grilleti psicologici che accendono il tuo desiderio di acquisto.

Di conseguenza, sarai molto più ricettivo nei confronti dei tuoi Clienti, e imparerai a comunicare in una maniera che li aggancerà sempre meglio ogni volta.

Naturalmente, combinare più grilletti in una volta rappresenta un vantaggio non da poco, e idealmente è ciò che devi perseguire.

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Le Cartolerie che cambiano..


E’ già’ da qualche anno,che si parla della necessità, in un mondo che cambia così rapidamente, di adeguare molti dei servizi che normalmente vengono proposti in Cartoleria, al mutare delle esigenze sempre in crescendo,della Società odierna.

In particolare mi riferisco ai tanti servizi che attualmente si vanno a coprire in  Cartoleria.

Il Cartolaio di fiducia non rappresenta più solo, quello a cui rivolgersi per le richieste più basilari, penne, matite e quaderni o dove correre per il rifornimento scolastico dei figli,o  quando si avvicinano le riaperture delle scuole bensi’ si sta’ trasformando in un punto polifunzionale che funge in molti casi, anche da rivenditore ricarica telefoniche, pagamento bollettini, servizi postali, trasferimenti di denaro, e via dicendo.

In taluni casi, fungono da luoghi di Workshop,per i piu’ piccoli, intenti a fare laboratori per sperimentare discipline didattiche o semplicemente ludiche.

 Di fatto,la Cartoleria,e’ diventato un luogo ricco di servizi per tutte le esigenze.

Nel periodo scolastico, dove i clienti ( per fortuna…) non mancano mai, quella di fornire sconti sui libri, o sui materiali, per andare incontro alla spesa che le famiglie devono sostenere, e’ consigliabile integrarli con il servizio di libri usati, per ampliare di fatto, la scelta delle famiglie evitando, che si rivolgano altrui.

Anche le proposte “Green” rappresenteranno di fatto nelle cartolerie del futuro una scelta imponderabile, per non mancare di avere a cuore la questione dell’ambiente.

Le cartolerie quindi….non andranno “scomparendo”, bensi’ i dati dal 2012 ad oggi , vedono questa attività in netta crescita.

Un vero e proprio rilancio della categoria si sta’ vedendo o si dovrà’ vedere nel breve,per evitare di rimanere “tagliati” fuori.

E’ vitale oserei dire…..riproporsi in una nuova e attraente veste , mantenendo pero’ in primis,quel rapporto di fiducia tra commerciante e cliente, su cui si sono sempre fondate attività come questa.

Inoltre di estrema importanza rimangono l’etica e le scelte intraprese, sulla qualità dei prodotti, l’assistenza alla clientela, da sempre punto di forza della Categoria.

Con un arricchimento graduale ma costante,dei servizi proposti, il Cliente interpreta’ la Cartoleria,come unico luogo alle molte risposte delle necessità quotidiane.

W la Cartoleria !!!

Claudio Piovaccari

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Complimenti a Te’….


Buon Anno e Complimenti,a Te’… “Lavoratore Autonomo ”

Perche?

12 Buoni Motivi:

1) non hai ferie pagate
2) se ti ammali…ciccia..
3) se guadagni lo fai per 12 mesi e non per 13 0 14..
4) non maturi il TFR
5) non  percepisci familiari
6) paghi le tasse due anni per volta
7) se decidi di assumere, sarai comunque uno “sporco Padrone egoista”
8) ogni mese al 16 paghi il “pizzo” tramite F24
9) se vendi, ma non incassi, per lo Stato hai comunque guadagnato
10) nessuno ti paga lo straordinario e le festività’
11) con i tuoi contributi versati paghi le pensioni altrui, e forse un giorno difficilmente vedrai la tua
12) non hai “padroni, ma hai un “socio” occulto… che si prende il 70%

Quindi?

…per sostenere tutto cio’ e continuare ad adoperarTi con costanza, spirito di sacrifico e volonta’ di migliorare….HAI una Levatura e Determinazione fuori dal comune…

….detto questo…..sei “semplicemente”…un “Eroe” ,un Baluardo della Libertà’ e per questo meriti tutta la mia Ammirazione…💪

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31 DICEMBRE…ORA TOCCA A NOI !!


Ecco di nuovo giunti al 31 Dicembre, e come di consueto, preparandoci al countdown di un anno che se ne va, siamo pronti ad  accogliere quello nuovo con l’Augurio che sia migliore di quello appena concluso…

Tra cenone di capodanno, brindisi, gioia, abbracci ed auguri, di colpo… “dimentichiamo”  tutti i problemi …

Fantastico direi…!!!

…ma..Il 2018 e’ alle porte, e per evitare che i “vecchi” problemi “resuscitino” poi, come per magia…il 2 gennaio, e’ necessario, se in essere, (ovviamente) , porvi rimedio.

Voglio essere diretto e sincero…se me lo consenti…;)

Penso…che affidarsi alla speranza  che qualcosa di “miracoloso” accada  sulle nostre vite solo perché  “è un anno nuovo”….ahime’ per noi… non può’ certo,rappresentare la strada più giusta da intraprendere, e restare immobili, mentre il mondo intorno a noi, continua ad andare avanti e mutare, non può’ produrre di sicuro, i benefici sperati..

La verità è che per quanto sia rassicurante  e bello pensare che l’inizio di un nuovo anno, sia d’auspicio per intraprendere una strada diversa, e migliore, in realtà spesso cela una scusa come un’altra, per rimandare le attività’ importanti da fare….

L’arrivo dell’anno nuovo è ,e deve rappresentare, la molla, la leva piu’ importante per evitare ulteriori rimandi ai buoni propositi.

Il vecchio copione va’ abbandonato, se ci ha messo in difficolta’, e chi non assolve ai propri doveri, e mette in atto soluzioni e cambiamenti, non potra’ certo sperare  che accada, QUALCOSA….di Nuovo e di Buono nella propria vita, dovessero passare altrettanti  capodanni…:(

Perché non basta l’anno nuovo che cambia: siamo NOI che dobbiamo cambiare !!!

Comprendo io in primis, che è più facile rigettare l’esistenza di problemi, perché negandoli  ci si appaga nell’immediato e ci fa sentire meglio.

So’ anche, che espletiamo colpe non nostre…Il Governo,la Crisi ecc.. ma ciò’ non deve permettere di ammorbarci , al contrario deve spronarci a reagire, per affrontare di petto i problemi e  migliorare di fatto, la nostra situazione !

Scrivo ciò’ ,non perché’ fondamentalmente ,sia un pessimista, o voglia rattristarvi, bensi’, perché’ tutti i giorni, raccolgo i malumori di chi mi circonda.. so’ esattamente come ci si sente…ci  passo anch’io, come ci passa ognuno di Noi ..

Quindi, se pensi che non ti stiano  più bene certi atteggiamenti o situazioni, cambia strada ed intraprendi scelte diverse e se vuoi …coraggiose !!

Cambiare è difficile, e’ dura, ma ciò’ non significa che non possa essere fatto…;)

Il 2018 deve rappresentare da subito, l’anno della Nostra Rivincita !!!

Siamo Noi con le nostre AZIONI e SCELTE che condizioniamo il Quotidiano e Futuro !!

Quindi,concludendo…

Buon 2018 a Tutti NOI…ce LO STRA-MERITIAMOOOO !!

Claudio Piovaccari