Vuoi aprire una Cartoleria?


Vuoi aprire una Cartoleria perché’ pensi sia più’ facile, investire in qualcosa di classico ?

Considerando i tempi odierni,puo’ essere sconsigliabile…ma….

È veritiero che oggigiorno può’ apparire un’opportunita’ un po’superata e la crescente modernità informatica ne ha sancito in parte lo “stato di crisi” ,ma è altrettanto vero che con la giusta dose di evoluzione e creatività, nel mercato  di oggi alcune realtà possono ancora ritagliarsi un proprio spazio.

Pensare pero’ di aprire una cartoleria “tradizionale”che venda solo o principalmente cancelleria, non mi sento di consigliartela , in quanto la clientela contemporanea richiede sicuramente qualcosa di più,che sorprenda ma che al tempo stesso sia utile.

Consiglio numero Uno, è indispensabile capire il tipo di cartoleria  vuoi aprire.

E’ necessario orientarsi in primis e studiare MOLTO BENE il proprio posizionamento.

In generale esistono tre tipologie, di Cartolerie che si differenziano per la posizione in cui vengono aperte:

  1. la cartoleria detta “sotto casa”, situata nei centri abitati e quartieri quindi vicino alle case;
  2. la cartoleria “comoda” posta, invece, vicino alle scuole od uffici, per rivelarsi un punto strategico;
  3. la cartoleria “particolare”, che come dice il suffisso , vendendo prodotti particolari e non facili da trovare, è in grado di attirare i clienti diversamente vicini o lontani

Se ritieni di  dar vita a qualcosa di più “performante”, la terza tipologia è quella da preferire, anche se in realtà, tutte partono comunque dallo stesso principio.

Un’alternativa può’ essere anche quella di affiliarsi ad un Francising, appoggiandoti ad un Marchio già noto,che pero’ richiede generalmente,per l’avvio,  capitali più’ alti  e spesso poi devi aprire all’interno di un Centro Commerciale con i costi ed obblighi che ne derivano..

 Il budget iniziale che hai a disposizione,ovviamente  influenza le scelte ,pertanto la metratura dei locali va’ commisurata a tale parametro.

Ribadisco pero’,il concetto iniziale, che  aprire per vendere solo quaderni e penne lo trovo oramai arcaico e superato, anche perché’ la sfida con i grossi ipermercati che offrono gli stessi articoli ad prezzo minore, non reggerebbe il confronto.

Gli acquisti on line oramai diventati pratica quotidiana poi,ne sancirebbe la “morte” prematura…

E’ necessario andare a coprire quelle necessità ancora impellenti, che richiedono  un servizio per mano di un operatore.

Devi avere un’identità’ chiara e decidere la nicchia o più’ di una se vuoi,da seguire e attivarti in quella direzione.

Quindi, se decidi di  essere un punto di riferimento per gli uffici, dovrai  mettere a disposizione tutto ciò che essi generalmente cercano, unendoli a servizi come la stampa,i volantini,biglietti da visita, plastificazione  eccetera.

Se invece il posizionamento e’ vicino a facoltà’ universitarie ovviamente le fotocopie,stampe e rilegatura della tesi sono servizi essenziali, che dovrai offrire.

Infine…se vuoi uscire “fuori dal coro”….hai estro, buon gusto ed un buon budget iniziale…il mio ultimo consiglio e’….STUPIRE !!!!

Locali,posizione ed assortimento merceologico devono essere orientati all’unicità’ e pensati per un target di Clientela più’ abbiente ed alto spendente, che non e’ influenzata dal prezzo,bensi’ dalla voglia e necessita’ di comprare per se’ o per i propri cari, oggetti che suscitino emozioni o producano status sociale…

Ps…MI RACCOMANDO…prima di partire,studia i fondamentali di come si gestisce un Conto Economico per l’attività’ e formati per intraprendere la disciplina del Marketing !!!!!

Ora….Buona Fortuna !!!!

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Rischio d’impresa? Certo..ma..


Spesso, si parla degli Autonomi come Categoria di “Privilegiati”, di “evasori” o presunti tali, ma chi lo sostiene, si dimentica una cosa assai importante: il rischio  che grava sulle nostre spalle.

Quale rischio ??

….Rischio d’impresa….

Non vale secondo Te’ ??

Quando una persona sceglie di fare l’imprenditore,se cosciente e “centrato” bene, su ciò’ che sta’ facendo, decide che da lì alla fine del suo percorso lavorativo, i risultati che otterrà, dipenderanno solo ed esclusivamente da ciò’ che sarà’ in grado di intraprendere, con le sue azioni, scelte,dedizione e performance

Tuttavia, a volte ci si “dimentica”, che se se le entrate dipendono dalle nostre abilità, è necessario anche accettare di RISCHIARE tutti i giorni, che le cose non vadano proprio bene bene…

A supporto di ciò’ voglio prendere come esempio la differenza che intercorre tra’ un imprenditore e un dipendente

Per un dipendente non esiste il rischio d’impresa..

Egli va’ al lavoro ed eseguendo le sue mansioni nel regime di buona condotta ,a fine mese riceverà uno stipendio.

Chi sceglie di fare il dipendente, accetta di fatto un compromesso che lo accontenta, ed avere uno stipendio fisso  e sicuro, gli “inibisce” la voglia “del salto nel vuoto”..e  l’opportunità’ forse…di guadagnare molto di più’

Un Autonomo invece,rischia tutti i giorni “del suo”, perché NON può esimersi dalle sue responsabilità’ e scelte,e sperare che la sua Attività’ produca utili caduti “dal cielo”

Chi si mette in proprio  sopporta il rischio di impresa, a fronte della peculiarità’  di poter guadagnare bene e magari raggiungere i propri obbiettivi.

Altrimenti che senso avrebbe aprire una partita iva ?

Il rischio intrapreso, spesso e’ equiparabile a quello che si accolla uno che gioca d’azzardo…

Se produco ed aumento il guadagno , posso essere portato a rischiare oltremodo, per ottenerne di piu’.

Più rischio ??? ….più ci devo guadagnare !!!

Alternativa ??  ….non rischio…

Con questa scelta pero’,viene a decadere il motivo Numero 1 per il quale si e’ scelto di aprire un’attivita’.

Accollarsi il rischio di impresa, e poi, fare poco o nulla per migliorare il proprio potenziale e rendere redditizio il proprio core business e’ come buttare soldi e sogni, nel bidone…

Lo dico a supporto di quelli che invece a fronte del rischio che hanno deciso di portarsi sulle spalle, fanno scelte coraggiose e studiano per controbilanciare il sacrificio intrapreso

In merito a ciò’,devo dire onestamente di avere il piacere di lavorare quotidianamente con Cartolai e quindi Imprenditori che sono operativi,ed attenti all’asset ed ottica giusta, al contrario di taluni che invece si sono in po’ “persi per strada “ e quindi si trovano in forte difficolta’…

Il rischio che hai intrapreso quando hai deciso di diventare Imprenditore…era alto…quindi vedi di far sì che ne sia valsa la pena..;)

===> BUON LAVORO !!! <===

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Siamo come in “guerra” ??…riflessione..


Se c’è una cosa che ho imparato negli anni, è che vendere, è praticamente come andare in guerra.

La differenza e’ che al posto di morire sotto gli spari,il rischio che puoi’ correre è quello di “morire dentro”…..ed a volte rimettendoci pure..

Al posto di combattere per conquistare “le terre”, devi conquistare fette di mercato..

In entrambi i casi devi VINCERE !!!

E per vincere,devi capire come sconfiggere il “nemico”e sottrargli più risorse possibili.

>>> vincere o perdere <<<

Non esiste “sopravvivere” !!!

“Sopravvivere” sul mercato è  come passare la vita in trincea !!!

La tensione è continua, e senti il fiato “nemico”….SEMPRE!!!

Quindi, se non te la senti di prenderti più spazio sul mercato….

…..perché……

“Vabbe’ dobbiamo mangiare tutti…”

mi spiace dirti che:

il tuo pensiero è nobile…ma che forse,hai sbagliato mestiere…

Questo è spesso il pensiero di chi lavora “poco” ..ed e’ consapevole che la concorrenza è effettivamente più capace e competente nel soddisfare ed attirare più clienti.

Puo’ sembrare un pensiero un po’ cinico,ma al contrario,quando sai di poter servire i Clienti, in maniera più completa, corretta e accurata rispetto ai tuoi Concorrenti, è tuo DOVERE “strapparle dalle loro grinfie” per accoglierli tra le tue “amorevoli” braccia e metterli al sicuro dagli “squali”

Quindi …per esempio, quando devi mettere in piedi una strategia per “rubare” clienti ad un tuo concorrente,cosa accade??

Accade….che senza marketing o svolto in modo non corretto …

NON hai alcun  tipo di argomentazione da proporre al cliente se non…

“Noi abbiamo il prezzo più basso”

“noi abbiamo lo stesso prezzo ma in più facciamo questo o ti consegniamo la merce dove vuoi o ti diamo gratis questo o quello”, ecc ecc…

In entrambi i casi poi,non è assolutamente detto, che tu riesca comunque,a strappare un cliente alla concorrenza…

Vuoi perché si trova bene con il suo Referente,perché lo conosce da anni, perché non gli dai un motivo valido per cambiare…ecc ecc

In più,contrariamente a cio’ che parrebbe presumibile, il  “di più a meno” è un concetto che solitamente non fa colpo nella maggior parte delle persone, ma spesso,ti fa apparire più come un “disperato”, disposto anche a “svendere” il proprio lavoro pur di “batter chiodo”

Cosi, facendo credimi…Attirerai solo persone con pochi soldi….che non apprezzeranno mai realmente, ciò che gli stai offrendo…

Posto poi,che riesci a “rubarglielo”….quel cliente …te lo porti via solo perché sei il più economico sulla piazza, ed al primo soffio di vento,poi, se ne ritorna via…

Questo comporta che sei dovuto scendere a compromessi, calando molto il prezzo,offrendo magari,servizi aggiuntivi gratuiti…portando i tuoi margini quasi a zero…

Se intraprendi questa strategia e devi “personalizzare” ogni cliente,ti crei poi il problema di non riuscire a standardizzare il processo, e tutti i costi aggiuntivi che ne derivano.

Risultato?

Hai “rubato” si’, alcuni clienti alla concorrenza … ma a quale prezzo?

…..magari ci stai pure rimettendo…

In altre parole, li hai “rubati” ad altri ma…a condizioni “sfavorevoli” per TE!

Nel mio mestiere,ci sono venditori che, mandati allo sbaraglio da Aziende ,senza un briciolo di marketing che li sostenga, sono costretti a “vendere l’Anima” per portare a casa un’ordine che li faccia mangiare….

SOLUZIONE  ????

DEVI Imparare a fare marketing per poter VENDERE DI PIÙ E MEGLIO !!!

Ps.lo so’…e lo diro’ allo sfinimento..leggi gli articoli precedenti…le strategie di marketing,sono sempre quelle..ma devi metterti  giu’ a lavorare sodo!!….perche’..ahime’ non esistono elisir…o scorciatoie..;)

In Cartoleria si risparmia…perche’….


QUALITA’ + CONSULENZA = RISPARMIO

Le vacanze oramai sono terminate, pertanto  è il momento di pensare all’inizio del nuovo anno scolastico e di prendere in mano le liste con il materiale richiesto dagli insegnanti…

L’elenco del materiale scolastico da acquistare può generare “ansia”,per i portafogli dei genitori!

L’attenzione all’acquisto e la ricerca del risparmio sono l’obiettivo imperante e assolutamente condivisibile.

Pensando al risparmio spesso si è portati a ragionare che sia solo il prezzo di un prodotto a fare la differenza, ma pensandola solo così, è facile poi incorrere in fregature…

Ci sono dei VALORI AGGIUNTI che fanno la differenza tra un prodotto e l’altro:

Qui’,il servizio d! Consulenza del Cartolaio,diventa insostituibile…

Perche’ ??

Un prodotto di qualità è un prodotto durevole.

Il distinguo tra’ un prodotto di Qualità’ ed un prodotto similare, ma di scarsa durata e resa non e’ facilmente distinguibile da un consumatore qualsiasi, pertanto fare un’acquisto mirato e spendere una volta solo e porta già’ cosi’ a risparmiare..

“RISPARMIARE” significa poter acquistare un prodotto di qualità al giusto prezzo.

“RISPARMIARE” significa anche poter usufruire della consulenza del Cartolaio, per essere certi di acquistare il prodotto giusto  e limitare le perdite di tempo e denaro dovute a cambi e sostituzioni.

Le cartolerie spesso sono vittime di pregiudizi, dovuti in gran parte alla pubblicità martellante e alle notizie distorte che certi Media diffondono.

Per cui è pensiero comune che acquistare nei negozi sia caro….

La verità e’ diversa…..

Tutti le Cartoleria in linea di massima, propongono articoli in varie fasce di prezzo, quindi ci sono prodotti economici e altri più costosi.

Se pensi che non è così …ti invito a prendere un taccuino, a segnarti tutti i prezzi di tutti i prodotti e fare il confronto con i supermercati…e non solo ora perché’ c’e’ la lista… e quando fra 6-7 mesi avrai concluso… mi farai sapere se ho ragione…

Converrai in parte con me’, che comunque non si può basare tutto il discorso sulla voce ” prezzo “, che è quella che conta meno anche se ti sembra strano.

Ma quali sono quindi le differenze principali tra Cartoleria e Supermercati ?

1 – La cartoleria non è per tutti. Se basi tutti i tuoi acquisti solo sul prezzo sei condannato a girare solo i discount e i negozi “tutto 1 € ” perchè nella mente solo lì si risparmia e sappiamo che non è così…

2 – Il cartolaio SA’ cosa ti serve;

3 – in cartoleria sei assistito costantemente, prima, durante e dopo gli acquisti;

4 – in cartoleria perdi meno tempo e acquisti in modo consapevole;

5 – Il cartolaio dedica il suo tempo a te e ci pensa lui a sbattersi per trovare ciò che ti necessita e ti fa risparmiare tempo che puoi dedicare al tuo lavoro/famiglia/hobby.

Questi sono i motivi che portano migliaia di persone a preferire la cartoleria…

Quindi….Non ti fare cruccio…ed acquista serenamente in Cartoleria,dove troverai,assortimento,servizio, dedizione e convenienza !! 😉

 

….Sta’ per iniziare la Scuola e….


Ciao !!! Mi sono preso un po’ di “ferie”……ma e’ ora di fare qualche riflessione…;)

Tra una ventina di giorni riprenderanno le attivita’ scolastiche, e come di consueto le cartolerie riprenderanno “vita” con vecchi e nuovi Clienti

Anche quest’anno ( ahimè’..) ho potuto constatare, che nella annosa speranza di “accapparrarsi” clienti, per molte Cartolerie,il libro e’ diventata “merce di scambio” portando i margini di profitto sui testi scolastici,azzerarsi quasi del tutto…

Controffensiva pensata per controbattere le strategie,messe in atto dalla GDO ,difficilmente eguagliabili,dal canale tradizionale e per giunta ci si e’ messa pure   Amazon o similare a conquistare fette importanti del mercato..

Capire come muoversi non e’ facile,sia per chi deve vendere che per chi deve acquistare…

Quest’ultimi poi,si dividono tra quelli che cercano il risparmio a tutti i costi,e quelli che non si fidano e scelgono la Cartoleria per ovvi motivi.

Per le Cartolerie le scelte a livello di strategia, assortimenti ed offerte da proporre,si fanno sempre più’ difficili….e sono comunque alla fine,per mancanza di vere alternative…univoche.

Si promuove uno sconto in merce tramite buono acquisto,si offre la copertinatura gratuita dei testi scolastici e si propongono anche quest’anno, dei buoni spesa del Conad…

Capire quale sia’ la strategia migliore e’ molto difficile,ma io penso che proprio da questa scelta iniziale,si “attrarranno” tipologie di clienti diversi…

Quindi in primis,decidi che tipo di cliente vuoi…

Pensare di accogliere e soddisfare le aspettative e necessita’ di tutti e’ impossibile,

Per esempio,il cliente che cerca lo sconto massimo, sui testi scolastici,sicuramente non lo vedrai in fila in  Cartoleria,.se non a fine campagna quando “disperato” inventando scuse assurde,cerchera’ di prenotare quei testi scolastici che la GDO non gli avrà’ consegnato…

Ribadisco il mio pensiero ,sul processo di fidelizzazione dei clienti.

E’necessario iniziare molto prima.

La “campagna libri” deve rappresentare uno step sì importante,ma deve portare in negozio un cliente gia’”educato ” in precedenza,con un programma di promozioni e comunicazioni tramite le mail ed i Social Network,che lo avranno accompagnato durante tutto l’anno.

Ia Cartoleria deve rappresentare per il Cliente “educato”,una soluzione per tutte le occasioni che le competono, e solo cosi’,molte più’ persone,saranno disposte a spendere qualche euro in più’,a fronte di un servizio migliore e professionale.

Il cliente “infedele” non porta vantaggi,bensi’ spesso, causa disagi e problemi….

Al cliente “educato” invece bisogna riservargli le migliori attenzioni e va’ascoltato, se manifesta esigenze o richieste.

L’obbiettivo deve essere solo uno….FIDELIZZAZIONE  !!!

La fidelizzazione porta fatturato “sano”!!

Un cliente soddisfatto dispensa recensioni positive ai suoi conoscenti,e questo rappresenta per TUTTI una leva importantissima per acquisire nuovi clienti..

Non cercare di imitare la GDO,perche’ ti portera’ solo clienti “infedeli” e ti fara’ crollare il margine!!

La GDO vende zaini ,astucci e diari a prezzo civetta con un mare di volantini oramai da anni!!!

Tu’,invece,attraverso i tuoi volantini ed una scelta accurata delle Marche presenti in negozio potrai comunque raccogliere una fetta importante del mercato,sopratutto per quello che riguarda la cancelleria visto la vastita’ della materia…

Il cliente “fedele” dovra’ trovare anche da te’,un buon volantino con prodotti di marca e avvalendosi poi dei tuoi preziosi consigli,uscira’ soddisfatto dal negozio evitando il disagio di pensare a quanto forse si sarebbe risparmiato se avesse girovagato nei vari supermercati…

Una lista scolastica completa e chiusa al primo colpo,rappresenta un vantaggio per entrambi !!

Quindi mi raccomando..

Presta massima attenzione a fine giornata nel ripristinare le scorte e non farti trovare impreparato !!!

Questo e’ senza dubbio alcuno, il momento  cruciale dell’anno, perché’  oltre a rappresentare la campagna piu’ importante,rappresenta senza dubbio un canalizzatore di clienti “fedeli” e nuovi che lo diventeranno…

Bene…ora TUTTI AL LAVORO !!!!

Claudio Piovaccari

…siamo stanchi di….


Arriva un momento nella vita di ognuno in cui ci si sente stanchi. Stanchi di darsi, di combattere, di provare, a volte semplicemente di procedere. Un momento in cui, feriti, delusi, affaticati, non abbiamo né forza né coraggio per dare una sterzata alla vita. Affannarsi per trovare l’ennesima soluzione per riemergere sembra impossibile. Trovare la forza di venirne fuori, anche. E allora sembra illuminante la risposta data da questa giornalista del sito thoughtcatalog.com che in un blog dice che questi momenti possono essere semplicemente “assecondati”, vissuti, capiti.

“So cosa vuol dire sentirsi stanco – e non solo in senso fisico. Il mondo in cui viviamo è un luogo estenuante. È usurante. È ingrato. È una ricerca senza fine e poco gratificante. Sei stanco, semplicemente perché ci vivi. Sei stanco di amare troppo, di preoccuparti troppo, dando troppo ad un mondo che non dà mai nulla in cambio. Sei stanco di investire in esiti indefiniti. Sei stanco delle incertezze”.

Questa stanchezza non è caratteriale. Perché probabilmente un tempo siamo stati animati dalle più vive intenzioni, carichi di speranze e fiducia nel futuro, dice la blogger. Eppure la vita ci ferisce e queste ferite, l’una sull’altra, sanguinano e ci impediscono di ricominciare il cammino.

La verità è che siamo tutti stanchi. Ognuno di noi. Da una certa età in poi, non siamo altro che un esercito di cuori spezzati e di anime dolenti, alla disperata ricerca di realizzazione. Vogliamo di più, ma siamo troppo stanchi per chiederlo. Siamo stufi di dove siamo, ma siamo troppo spaventati per ricominciare. Abbiamo bisogno di rischiare, ma abbiamo paura di guardare crollare tutto ciò che ci circonda. Dopo tutto, non siamo sicuri di quante volte saremo in grado di ricominciare da capo.

Ma è proprio in questi momenti che non bisogna mollare, ma neanche pretendere, ci consiglia la giornalista, di ottenere subito dei risultati. Perché questo è il fallimento più grande che ci fa perseverare in questo senso di cronica stanchezza: l’insoddisfazione da mancata realizzazione immediata.

“Tutti noi ci scoraggiamo. Ma dobbiamo lavorare su questi sentimenti. Solo perché sei logoro e insoddisfatto della vita che stai vivendo non significa che non stai facendo un cambiamento. Ogni persona che abbia mai ammirato ha avuto momenti in cui si è sentita sconfitta nel perseguimento dei suoi sogni. Ma questo non le ha impedito di raggiungerli”.

“Alcune cose nella vita accadono in silenzio. Accadono lentamente. Accadono a causa delle piccole scelte attente che facciamo tutti i giorni, che ci trasformano in versioni migliori di noi stessi. Dobbiamo lasciarci il tempo che quelle alterazioni accadano. Per vederle evolvere”

Perciò, conclude, “quando sei stanco, vai piano. Vai adagio. Procedi timidamente. Ma non fermarti. […] Sei stanco perché stai facendo un cambiamento. […] Sei stanco perché stai crescendo. E un giorno quella crescita cederà il passo al rinnovamento di cui hai bisogno”.

Come saranno i negozi del futuro…


La trasformazione dei luoghi fisici dell’acquisto tra esperienza fisica e virtuale.

I negozi di domani, il futuro della GDO, i canali distributivi: come evolveranno nei prossimi anni?

L’innovazione tecnologica sta’ rivoluzionando i consumi: internet, i social network e le app hanno modificato i modi d’acquisto.

Vendere al dettaglio è diventato sempre più’ difficile.

Tuttavia l’e-commerce non sancira’ la fine della vendita al dettaglio perché secondo studi recenti oltre il 50% dei consumatori preferisce ancora lo shopping nei negozi,rispetto a qualsiasi altro canale.

Internet (30%), app mobile (13%) o social network (7%) (Fonte. Fitch)

I negozi non moriranno mai ma i retail moderni dovranno ragionare in altro modo e con una visione più’ innovativa..

Voglio riportarvi questa riflessione di Wea Group

“ I negozi del domani non saranno più semplici “contenitori”di prodotti da acquistare ma luoghi esperienziali, posti in cui fare esperienze memorabili.

Il nuovo modello di punto vendita sarà il concept store: spazio monomarca in cui coinvolgere i clienti attraverso proposte ricche di contenuti e in grado di emozionare.

Per fare questo nel futuri del retail ci sarà molta tecnologia: qr code, realtà aumentata, digital signage, barcode parlanti.

Nei negozi del futuro i clienti possono acquistare via e-commerce piuttosto che consultare le collezioni sugli schermi digitali presenti nelle pareti.

Le nuove tecnologie hanno infatti saldato l’unione tra esperienza fisica e virtuale.

L’acquisto diventerà una shopping experience e il commesso una guida preparatissima e aggiornata.

La vendita la dettaglio non sarà più la prerogativa essenziale dei negozi del futuro.

Il cliente non sarà più solo un acquirente di beni ma dovrà diventare anche un follower, la rivoluzione dei social network coinvolge anche il retail.

La sfida è infatti quella di integrare i canali creando circoli virtuosi che avvantaggino negozio e web.

I brand dovranno creare una relazione con i propri clienti che possa prolungarsi in più canali di acquisto: online, mobile e nel punto vendita.

I brand dovranno pianificare una strategia di relazione con il cliente sinergica tra online e offline, creare contenuti di servizio che diano sostanza alla relazione, chiari e trasparenti in termini di comunicazione, rendere tangibili i valori della marca nel punto vendita da considerare sempre il primo medium e il centro emozionale.”

Saremo pronti a tutto cio?

La Cartoleria di “una volta”…ed ora..


Apro questa riflessione pensando alla mia quotidianità’ ed ai tempi passati.

Settimanalmente seguo e visito oltre 40/50 cartolerie,apparentemente simili ma diverse tra loro, sotto svariati aspetti.

Le peculiarita’ che differenziano una Cartoleria dai suoi Competitors,sono generalmente, la sua “storicità’” , la posizione in cui e’ allocata,il tipo di orientamento dato al suo assortimento e orientamento merceologico.

Facendo un’analisi non troppo dettagliata, ritengo, che la storicità’,posizione,ed orientamento merceologico, siano ancora determinanti per essere  attivi sul Mercato.

Le persone che scelgono di fare acquisti nel “Negozio storico”,lo fanno perche’ rappresentano nella loro mente “l’Esperto” ed il “Risolutore di problemi”.

Vogliono il servizio del “presto e fatto”

Non vogliono perdere tempo in ricerche spasmodiche.

La  Cartoleria, sul mercato da meno anni, invece,contrappone lo svantaggio di essere arrivata dopo…puntando all’effetto  “Novità’” e all’intraprendenza offerta dal nuovo corso,quindi piu’attenta e ricettiva  alle richieste e tendenze del momento e per questo penso che possa sostenere ancora un ruolo importante nel Settore.

Le cartolerie in Italia sono ancora diverse migliaia…

Il boom dei consumi di prodotti scolastici degli anni ’70/’80 ha favorito il moltiplicarsi delle aperture di Cartolerie, che non avendo bisogno di grossi investimenti per l’avvio o di particolari competenze e  attitudini, hanno proliferato un po’ ovunque..

L’evoluzione dei prodotti scolastici negli anni, delle novità, dei gadget, delle “Firme”, associata ad una domanda in crescita fino a pochi anni fa, ha trainato anche l’andamento delle Cartolerie, di dimensioni ridotte, o con limiti espositivi e finanziari.

Poi pero’,la musica è cambiata….

La domanda è iniziata a calare…

La GDO ha iniziato a proporre “La Scuola” in maniera completa ed aggressiva sul fronte dei prezzi…

Internet ha portato il mercato, di qualsiasi prodotto, vicinissimo ai consumatori, in casa…

In difesa di questa evoluzione,molti cartolai hanno adeguato la loro offerta, modernizzandola, arricchendola di servizi e di prodotti in linea con le richieste; facendo della loro persona, del loro legame con i clienti, della loro empatia, il “plus” che il consumatore vuole e cerca, rispetto ad uno “schermo di computer” o scaffale di Supermercato…

Altri invece,hanno adottato strategie difensive,cercando di contrastare la concorrenza e la crisi applicando prezzi bassi o avvalendosi di “sedicenti esclusive”

La sfida sui prezzi pero’,è improponibile per realtà di limitate dimensioni, e le esclusive hanno poco senso se non inserite in un contesto strutturato e performante.

Commettere il classico errore che compiono in tanti, di diminuire il prezzo per aumentare il numero di vendite, personalmente, non la ritengo l’unica strategia da perseguire.

L’obiettivo NON è vendere di più ma GUADAGNARE di più!

L’obiettivo della tua mission, non è diminuire il prezzo, ma aumentare il VALORE che il cliente attribuisce alla tua offerta fino ad essere piu’ rilevante del prezzo !!!

Posizionati come un Esperto nel settore e aiuta il cliente a capire le differenze tra te e i tuoi concorrenti e così facendo ti avvicinerai sicuramente ai tuoi obbiettivi di vendita.

Pensare di fare un favore ai clienti cercando di fargli trovare ogni genere di articoli spesso invece porta a produrre, l’effetto contrario.

Si perde di identità’ e il Cliente  che deve acquistare,non sa’ più che tipo di negozio sia il tuo, né come potrai essergli utile, nell’acquisto specifico.

Concludo ribadendo il concetto, che la strada corretta, sia quella di dare sempre maggior “appeal” al negozio, piuttosto che “svendersi” o ricercare inesistenti barriere anti-concorrenza.

Buon Lavoro 😉

Claudio Piovaccari

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IL TUO “PERSONAL BRAND” ?? È VITALE !!!


In un’epoca in cui le informazioni corrono veloci ma il tempo scarseggia.. saper comunicare in modo veloce,ma convincente, la propria immagine e ciò che questa rappresenta, è una necessita’ fondamentale per ogni Attivita’ o Persona .

Ognuno di noi è di fatto un “marchio, unico e diverso da tutti gli altri….quindi…per emergere, hai bisogno di distinguerti.

Tutti noi, chi più e chi meno consapevolmente e di conseguenza con più o meno successo, cerca ogni giorno di “promuovere la propria immagine” e il proprio nome in svariati modi.

Una condivisione su un Social,un pensiero od apprezzamento ad un post,o qualsivoglia messaggio indirizzato ad un Pubblico,creano un messaggio che identifica chi siamo,i nostri gusti,pensieri e passioni.

Stando a Wikipedia, il personal branding può essere definito :

“Il personal branding è un processo attraverso cui un’azienda o una persona definisce i punti di forza (conoscenze, competenze, stile, carattere, abilità, ecc.) che la contraddistinguono in modo univoco, creando un proprio marchio personale, che comunica poi nel modo che reputa più efficace. “

Da questa definizione, si intuisce quindi l’importanza della presentazione di Noi stessi come un “prodotto da scegliere” perché migliore degli altri, e questo vale tanto per te’ che vuoi promuovere la tua attivita’,quanto al giovane che punta a trovare lavoro e a costruirsi un Futuro.

In effetti oggi, grazie all’era tecnologica e alla rivoluzione della comunicazione innescata dai social media, non esistono più barriere di gerarchia e  chiunque può mettersi in gioco ed esporsi ad opinioni,critiche,commenti ed apprezzamenti

Ma come puoi creare un brand personale efficace ?

Innanzitutto, per quanto scontato possa sembrare, è necessario capire cosa si voglia davvero comunicare e fare, quale sia la passione che ti guida e renderla un punto di partenza.

Costruire la propria immagine o una pagina facebook per esempio,solo perché va fatto, non porta  nessun risultato significativo.

Fondamentale invece,risulta scegliere un ruolo o un’attività in cui sei in grado di tenere testa ai tuoi concorrenti, perche’ devi risultare esperto nel tuo campo di riferimento

Una volta che hai scelto la tua strada, arriva il momento di percorrerla creando la tua immagine.

Questa fase e’ importante nella creazione di tutti canali comunicativi.

Gestire con cura e comunicando in maniera efficace diffondendo valore… permettera’ a chiunque fosse interessato,di farsi un’idea su di te’.

Se una volta,bastava un biglietto da visita, un curriculum, un indirizzo email, ora la definizione della propria immagine prevede un percorso piu’ complesso, tipo la gestione di un blog online o di piu’ profili Facebook, LinkedIn, Twitter, Instagram,ecc.

E’ necessario fare in modo pero’,che tutti i canali di comunicazione,seguano lo stesso ” personal brand”, fatto di valori e messaggi che vuoi diffondere.

Questi insiemi di “vetrine mediatiche”,devono riportare una versione fedele e coerente di Te’,in toto.

Il vero lavoro inizia quando il “TUO BRAND” è pronto….

Scrivere articoli sul blog, lasciare dei commenti su quelli di altri, aggiornare costantemente lo stato dei tuoi profili online, creare eventi,sono alcuni tra gli accorgimenti utili alla creazione di una vasta cerchia di contatti e conoscenze che ti serviranno per promuovere il Tuo nome.

Il risultato del  buon cammino intrapreso fara’ si’,che la promozione più efficace non sara’ quella che ti autoproduci.bensi’ quella prodotta dagli altri, dai fan e dai tuoi “seguaci”…

Ti avverto pero’,che si  tratta, di un lavoro che richiede tempo, fatica e costanza,e che non permette soste o mancanza di idee o messaggi….

L’aggiornamento costante dei tuoi contenuti e profili, il monitoraggio attento e scrupoloso delle opinioni altrui, costituiscono gli elementi fondamentali per rimanere al passo e continuare a far crescere la Tua Immagine e Brand Personale.

Seguire questi dettami, ti darà modo di metterti in gioco e di definire chi sei veramente !

il rischio è che, se non lo fai…. il mercato od un’altro…. lo farà al  Tuo posto….;)

Claudio Piovaccari

Il Pensiero Strategico


il pensiero strategico

Oggi chi vuole lanciarsi in una attività’ commerciale, deve intraprendere un Pensiero Strategico.

Come si deve operare e agire oggi? 

Intraprendere un’attività commerciale non è da tutti

Di fronte all’attuale crisi economica e finanziaria,le conseguenti ripercussioni sui consumi, la riduzione delle capacità di spesa dei consumatori,e l’incertezza della durata dello stato di crisi, rende necessario,attuare delle iniziative  e strategie fondamentali.

Provvedere a dotarsi di metodologie adeguate permette per chi già’ opera,di non chiudere….

Cominciamo :

1.Conoscere il proprio bacino di utenza è fondamentale per poter dialogare con il potenziale cliente. Non un mercato generico, ma quello del “bacino di utenza disponibile” nel raggio d’azione della città.

Nel proprio “bacino di utenza disponibile” esistono dei concorrenti :

Cosa fanno ?, cosa propongono ?, quali sono i prezzi, le promozioni ?,quali sono  le loro leve operative ?, il conto economico possibile ?, le capacità di difesa nel tempo (sono proprietari dei locali ? ad esempio), il personale e la sua preparazione, ? il supporto da parte dei fornitori e le condizioni di acquisto ?, la gamma di prodotti che offre ?

Lo studio per ogni concorrente diretto rappresenta la base su cui riflettere periodicamente per differenziarsi e non essere la copia di altri.

2.Conoscere le caratteristiche del target dei clienti sul quale si basano le decisioni di acquisto, di offerta, di fascia di prezzo, di azioni di fedeltà, delle loro modalità di acquisto, ecc.

Se non le conosci a fondo devi agire per sapere !

Se non le conosci,, come puoi decidere di conseguenza?

Questo target come si comporterà nel futuro, quali sono le possibili rotte di cambiamento e come si possono contrastare?

Possiedi un file di clienti con i quali dialogare costantemente via e-mail, per invitarli a visionare le ultime novità, o semplicemente ( ma molto efficace..) per fargli gli auguri di compleanno, ecc.?

3.Conoscere le azioni sulla creazione del flusso di clientela che entra nel negozio.

Aspetti dietro il banco o vai in cerca degli “utenti disponibili” cercando di portarli nel negozio?

Per chiudere una vendita è vitale portare il cliente in negozio, poi saranno le tue  capacità  (nel senso più ampio del termine..)  a indurlo all’acquisto

…e se non acquista?? 

Si devono capire a fondo le ragioni.

Il personale è adeguato al momento? Sa’ come comportarsi per coinvolgere emotivamente il cliente e indurlo all’acquisto, pur lasciandolo libero di decidere?

Sono finezze, che contano sullo “stacco” dello scontrino.

Tieni una statistica degli scontrini e del loro valore medio?

Il valore medio aumenta nel tempo o diminuisce?

Quanti articoli mediamente entrano nello scontrino?

La tua offerta è fatta in modo da aumentare l’acquisto di articoli secondari oltre al “pezzo forte”?

Gli articoli secondari dove sono esposti?

In posizione privilegiata o nascosta?

4.I Fornitori.

Quale aiuto chiedi loro e quale risposta ottieni?

Se non si chiede con motivazione appropriata, certamente non si avranno delle risposte risolutive.

5.Il conto economico del negozio e gli aspetti finanziari.

Quante volte viene esaminato con riflessioni in termini strategiche, per intraprendere soluzioni nuove che possano migliorare la redditività agendo sul margine o sulla rotazione, secondo i casi e secondo gli obiettivi che ci si è posti?

Le rimanenze come sono composte e il loro grado di anzianità come è calcolato?

Di fronte ad una situazione statica di non decisione cosa si rischia e quanto tempo si può sopravvivere?

Quindi….anche tu’,con il pensiero,modo di agire, e lo studio dei fatti e informazioni come sopra descritto  potrai’ far sopravvivere la tua attività commerciale e  coprirai il mercato che risulterà disponibile anche a causa dell’abbandono di concorrenti che diventeranno marginali,o che inevitabilmente chiuderanno…

La crisi non e’tale per tutti…

Per alcuni possono rappresentare delle opportunità e l’imperativo è: essere pronti a coglierle..;)

Buon Lavoro !!!!

Claudio Piovaccari