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L’importanza di avere Clienti “Fan”


Ti sei mai chiesto cosa fanno i tuoi più grandi Clienti Fan  ??

Passaparola !!

Le strategie  che metti in atto, devono SEMPRE servire a stimolare il passaparola e a creare una schiera di nuovi Clienti fan dei tuoi prodotti e servizi.

Se i tuoi clienti sono soddisfatti ma non entusiasti, non faranno molto passaparola.

Certo, magari ti consiglieranno se qualcuno glielo chiede direttamente, ma non diventeranno “sostenitori”senza una spinta esterna.

Stimolare il passaparola e’ importante, ma aumentare la fedeltà dei tuoi clienti, lo e’ altrettanto, perché solo dei clienti fedeli faranno del passaparola continuo ed efficace.

Prometti molto..

Se non prometti tanto nelle tue iniziative, se non spieghi perché sei meglio della concorrenza, non avrai molti clienti… con pochi clienti, avrai poche persone a fare passaparola….

Per avere un passaparola efficace, serve raggiungere una una base clienti abbastanza grande da far sì che i tuoi sforzi per ampliare il passaparola portino ad un risultato effettivo, perché’ avrebbe poco senso stimolare il passaparola, investendoci risorse , se ancora hai pochi clienti.

Molte strategie di marketing sono efficaci ma inizierai a notare gli effetti del passaparola solo nel tempo, e accumulando una base di utenti fedeli pronti a diffondere il tuo NOME.

Dai tanto…

Si’ dai tantissimo: sorprendi i tuoi clienti con un servizio migliore di quello atteso…

Per esempio qualche bonus in più, o qualche servizio che gratifica il Cliente anche se non lo avevi previsto nella tua campagna.

I migliori bonus che puoi offrire come servizio, sono quelli che i clienti non vedono come un bisogno, ma si accorgono della loro importanza una volta ricevuti.

Ad esempio, e’ importante far sapere ai Clienti, che per qualsiasi problema, c’è sempre un supporto  pronto ad aiutare.

Per esempio se quando sorge un problema il tuo cliente invia un’email  e riceve una risposta dopo 30 minuti, stai dando un servizio superiore alle aspettative.

Queste possono sembrare piccole cose, ma sono importanti differenze che renderanno i tuoi clienti fan del tuo NOME.

I fan faranno di tutto per pubblicizzarti gratuitamente quando possibile, anche senza ricevere alcun tipo di spinta.

Crea incentivi

Stimolare il passaparola significa anche investire per creare incentivi . Ossia, dare una ricompensa di qualche genere a chi si prende la briga di consigliare il tuo nome.

Questi incentivi possono essere fisici, come una uno sconto sul prossimo acquisto, per esempio..

Gruppo Facebook

Per un’azienda oggi giorno, il logico punto di partenza per creare interazione con gli utenti è creare e sostenere un gruppo Facebook ed e’ per questo, che dovresti averne uno e stimolarne la crescita.

Fai attenzione, perché oltre che esistere, il gruppo deve anche essere curato.

Questo significa comunicare aggiornamenti, creare eventi, stimolare la partecipazione, fornire supporto rapido, e curare la moderazione.

Il gruppo Facebook è un ottimo luogo per comunicare le novità positive sui tuoi prodotti, ancora più della newsletter.

Questo per due motivi:

  1. I messaggi sulla bacheca Facebook si leggono velocemente, quindi anche i messaggi brevi sono recepiti in maniera positiva. Al contrario, le email vanno riservate a qualcosa di più “corposo”.
  2. In genere chi si iscrive al gruppo Facebook è già molto interessato al tuo Negozio, e quindi accetta di ricevere comunicazioni di questo tipo.
  3. Condividere le novità positive, come un’imminente evento o campagna o l’introduzione di un nuovo prodotto nel tuo negozio, darà ai tuoi fan del materiale con il quale promuoverti tramite passaparola.

Il miglior cliente è quello che interagisce spesso e in maniera positiva con le tue comunicazioni. Puoi fare sondaggi, chiedere di commentare notizie relative al settore, o fare domande su quali nuove iniziative dovresti sviluppare.

Tutti questi sono esempi di come puoi stimolare l’interazione su Facebook.

Più saranno gli utenti coinvolti, più avrai un’ampia base di clienti soddisfatti che faranno girare il tuo nome come raccomandazione.

Più un cliente acquista da te, più diventa fan del tuo lavoro

Un programma di frequenza… esempio classico le “tessere fedeltà” che premiano le persone per acquistare più volte da te piuttosto che da un concorrente…sono un buon incentivo.

Questi sono alcuni semplici modi che puoi usare per stimolare il passaparola nella tua Attività’ …senza tralasciare mi raccomando, L’ ESPERIENZA GRATIFICANTE che devi creare su ogni Cliente che varca l’entrata del tuo negozio…

Alla prossima…;)

Claudio Piovaccari

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Vendere non e’ sempre facile..ma..


Durante la mia esperienza di vendita, mi sono accorto che spesso mi concentravo a studiare un sistema di vendita con modi e spiegazioni logiche e precise al fine di non commettere errori tenendo conto di tutti i progressi  da apportare di volta in volta al fine di migliorare  la mia qualità di vendita e di conseguenza il margine…

Bene…sembrerebbe sotto l’aspetto tecnico e  pragmatico, un modo logico ed ineccepibile da intraprendere al fine di conseguire i risultati migliori, ma in realtà non e’ così…

Credo invece, che sia altrettanto importante studiare chi ci troviamo di fronte, ovvero, ciò che stiamo vendendo ma soprattutto….a chi lo stiamo vendendo….

Spesso trovandoci  a dialogare con il cliente, siamo protesi ad aprire nella nostra mente e liberare tutto ciò che sappiamo e che riguarda del nostro prodotto da vendere, lo spieghiamo nel migliore dei modi affinché il nostro cliente possa capire tutti i punti di forza, utilizziamo degli esempi pratici per rendere una rapida e facile comprensione, formuliamo dei termini di paragone per cercare di convincerlo e alla fine proponiamo la nostra offerta economica promozionale e quindi irrifiutabile, credendo che al 99% dei casi acquisterà il nostro prodotto…..

…invece…. non è sempre così.

Perché in molte situazioni, non è soltanto il nostro ottimale sistema di vendita ad avere successo nel vendere il prodotto, bensì e’ importante capire prima:

  1. L’ESIGENZA
  2. LA NECESSITA’
  3. LA CONVENIENZA
  4. IL DESIDERIO DEL CLIENTE STESSO.

Certo ! perché partendo proprio da questo presupposto avremo tutte le informazioni al fine di proporre il nostro prodotto o servizio plasmandolo nel miglior modo a tutte le caratteristiche ed esigenze, di cui il nostro cliente ha bisogno.

In questo caso non dovremo più spiegare ogni passaggio, ogni tipo di caratteristica, come una “brochure Umana” e studiare il prezzo perfetto, bensì se procederemo diretti con domande intelligenti e mirate, risulteremo più professionali, risparmieremo tempo e fatica oltre ad ottimizzare realmente il nostro sistema di vendita garantendoci una percentuale di successo nettamente maggiore ed efficace.

L’obiettivo sarà, quindi, quello di vendere un “ESPERIENZA CHE IL CLIENTE STA’ RICERCANDO” e non più soltanto un pacchetto ben confezionato…

Nel primo caso indicato, quando il cliente ascolta la spiegazione “perfetta” del nostro servizio o prodotto senza avere un interazione con la sua necessità, lo stesso comprende che stiamo solo provando a vendergli quello che abbiamo, e questo pensiero, innesca un senso di protezione automatica affinché lo stesso cliente non cada in alcuna probabile fregatura.

Ecco perché dobbiamo comprendere il loro obiettivo di acquisto, così facendo raggiungeremo il nostro obiettivo di vendita !!!

Impariamo, ascoltando prima il Cliente, a comprendere ed analizzare le SUE necessità, i suoi problemi, ed una volta analizzato il problema o necessità latente, saremo in grado di offrirgli la soluzione migliore che come si suol dire….” non potrà rifiutare “…

Buon Ascolto e Vendita a Tutti !!! 😉

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Siamo pronti per l’inizio Scuola ??


Ciao !!! Mi sono preso un po’ di “pausa”……ma e’ ora di rimettersi al lavoro !!

Tra una ventina di giorni riprenderanno le attività scolastiche, e come di consueto le cartolerie riprenderanno “vita” …

Come prepararsi al meglio ??

Come è andata la prenotazione dei testi scolastici?

Partiamo da quest’ultima domanda..

Il libro e’ oramai conclamato che è diventato pura “merce di scambio” perchè i margini di profitto sui testi scolastici, sono praticamente azzerati quasi del tutto…

I Clienti chiedono lo Sconto….chiedono quali siano le tue Promozioni al riguardo, e per partito preso il prezzo in copertina, non ha nessun “valore”….conta solo il TOTALONE…

Lo SCONTO…..strategia principe messa in atto dalla GDO, difficilmente eguagliabile, dal canale tradizionale e per giunta ci si e’ messa pure   Amazon o similare a conquistare fette importanti del mercato..

Pensare ad una controffensiva non e’ facile, per chi deve vendere …

I Clienti, si dividono tra quelli che cercano il risparmio a tutti i costi, e quelli che non si fidano e scelgono la Cartoleria per ovvi motivi.

Le scelte intraprese a livello di strategia, di assortimenti ed offerte da proporre, si fanno sempre più’ difficili….e sono comunque alla fine, per mancanza di vere alternative…univoche e speculari..

Si promuove uno sconto in merce tramite buono acquisto,si offre la copertinatura gratuita dei testi scolastici e si propongono anche quest’anno, dei buoni spesa del Conad…

Capire quale sia’ la strategia migliore e’ molto difficile, ma penso che proprio da questa scelta iniziale, si “attrarranno” tipologie di clienti diversi…

Quindi in primis, decidi Tù,  che tipo di cliente vuoi…

Credere di accogliere e soddisfare le aspettative e necessita’ di tutti e’ impensabile..,

Il cliente che cerca lo sconto massimo, sui testi scolastici, per esempio, sicuramente non lo vedrai in fila in  Cartoleria,.se non a fine campagna quando “disperato” inventando scuse assurde, cercherà di prenotare quei testi scolastici che la GDO non gli avrà’ consegnato…

Bisogna partire sempre dal processo di fidelizzazione dei clienti !!

E’ necessario quindi iniziare molto prima, rispetto alla Campagna Scuola..

La “campagna libri” deve rappresentare uno step sì importante, ma deve portare in negozio un cliente già ”educato ” in precedenza, con un programma di promozioni e comunicazioni tramite le mail ed i Social Network, che lo avranno accompagnato durante tutto l’anno.

Devi programmare un piano editoriale vero e proprio, sui Social  e tramite le mail, dedicandoci tempo e fatica….e non solo quando ne hai voglia…e’ difficile lo sò, ma  puoi formarti al riguardo, capire le modalità e metterti quindi alla fine in primo piano !!

Ia Cartoleria deve rappresentare per tuo Cliente “educato”, la soluzione per tutte le occasioni che le competono, e solo cosi’,molte più’ persone, saranno disposte a spendere qualche euro in più’, a fronte di un servizio migliore e professionale.

Il cliente “infedele” non porta vantaggi, bensi’ spesso, causa disagi e problemi….

Al cliente “educato” bisogna riservargli le migliori attenzioni, và ascoltato, se manifesta esigenze o richieste ed infine “nutrito” tutto l’anno con le nostre iniziative e promozioni dedicate.

L’obbiettivo anche quest’anno, deve essere solo uno….FIDELIZZAZIONE  !!!

La fidelizzazione porta fatturato “sano” !!

Un cliente soddisfatto dispensa recensioni positive ai suoi conoscenti, e questo rappresenta per TUTTI una leva importantissima per acquisire nuovi clienti..

Non cercare di imitare la GDO, perché ti porterà solo clienti “infedeli” a zero margine…

La GDO vende zaini ,astucci e diari a prezzo civetta con un mare di volantini oramai da anni..

I tuoi volantini prodotti con una scelta accurata delle Marche presenti in negozio potranno  comunque raccogliere una fetta importante del mercato, sopratutto per quello che riguarda la cancelleria visto la vastità della materia…

Il cliente “fedele” dovrà trovare anche da Te’,un buon volantino ( diverso dalla GDO ) con prodotti di Marca e avvalendosi poi dei tuoi preziosi consigli, uscirà soddisfatto dal negozio evitando il disagio di pensare a quanto forse si sarebbe risparmiato se avesse girovagato nei vari supermercati…

PREPARATI BENE…

Una lista scolastica completa e chiusa al primo colpo, rappresenta un vantaggio per entrambi !!

Quindi mi raccomando..

Presta massima attenzione a fine giornata nel ripristinare le scorte e non farti trovare impreparato !!!

Questo e’ senza dubbio alcuno, il momento  cruciale dell’anno, perché’  oltre a rappresentare la campagna piu’ importante, rappresenta senza dubbio un canalizzatore di clienti “fedeli” e nuovi che lo diventeranno…

I tuoi clienti devono sapere che tu stai sempre lavorando per loro, i tuoi protetti, coloro che ti portano soldi e ti sostengono nella tua missione

Bene…in bocca al lupo e ritorniamo ora TUTTI AL LAVORO !!!!

Claudio Piovaccari

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I 7 PUNTI CHIAVE PER AVERE SUCCESSO


Il commercio, in Italia sta vivendo una nuova crisi in molti settori dovuta al mancato adeguamento dei moderni bisogni di mercato.

I numeri mettono “paura”, ma mi piace pensare che siamo ancora in tempo per ribaltare l’andamento negativo.

Il Sole 24ore sostiene che nel 2016, oltre 90mila imprese del commercio hanno cessato o cambiato l’orientamento dell’attività.

Negozi piccoli ma anche grandi Brand nei centri commerciali, stanno chiudendo.

Al contrario maggiori chance, sembra abbiano avuto,  chi ha puntato sul turismo, aprendo bar, alberghi o ristoranti…

L’e-commerce è in crescita costante: dal 2012 ed ha determinato nuovi scenari economici e di fatto contribuito al cambiamento delle nostre abitudini quotidiane.

E’ innegabile che i consumatori abbiano cambiato radicalmente  il loro modo di fare acquisti: non è solo una questione di spendere meno, ma di spendere diversamente, soprattutto alla luce di maggiori servizi, garanzie e prospettive.

Determinante nella contrazioni dei consumi in certi settori, ha contribuito il mutamento delle tipologie di acquisto: si spende di più in gastronomia, viaggi, elettronica…

Oggi i consumatori sono imprevedibili, più esigenti, alla ricerca spasmodica di un assortimento pressoché infinito, prezzi competitivi, negozi sempre aperti (on line), consegne veloci, assistenza post vendita super efficiente.

Amazon quindi…se la gode…….

Con il suo sterminato catalogo, e’ riuscita in parte a “svalutare” I brand, livellando la specificità di ogni marchio e rendendo impossibile quella fidelizzazione che fino a poco tempo fa era ritenuta fondamentale.

Al contrario però numerosi negozi hanno saputo fare la differenza investendo dove altri non hanno avuto il coraggio, la capacità, l’inventiva o l’ambizione di nemmeno provarci.

I negozi di nicchia o le aziende che hanno saputo riscrivere la propria storia mettendo in discussione tutto il proprio sistema, stanno posizionandosi sul Mercato riassorbendo quote importanti.

Come?? Strategia dei 7 PUNTI FONDAMENTALI:

1) Focalizzazione: Saper soddisfare sui Consumatori o Clienti b2b la triade “bisogno/desiderio/paura “ Ovvero anziché essere percepiti come uno dei tanti, copia delle copie di altri, questi negozi e aziende hanno analizzato il mercato fino a comprendere a fondo quali fossero i loro bisogni, desideri e paure.

2) L’Unicità.In una città dove ci sono decine di negozi copie falsate di altri dello stesso settore, la via d’uscita strategica è puntare sull’unicità, ovvero sul proporre qualcosa che non c’è nemmeno on line. O comunque, qualcosa che non può essere venduto da un altro a meno di 20 km e che non può essere proposto nei vari canali E-Commerce

3) Il brand. Non si può pensare di aprire un’attività chiamandola “ Rossi dal 1862” o con i tristi acronimi tipo “  R.T.P.. srl”.  C’è bisogno di focalizzarsi sulla risposta ad un preciso bisogno. Per cui il brand deve contenere la sintesi di quel soddisfacimento. A meno che tu non sia Ferrari, Armani, ecc ecc….;).

4) La specializzazione. Se hai un problema serio ad una parte del tuo corpo, a chi ti rivolgi? Al medico generico o allo specialista?
Se possiedi un’auto nuova di un certo valore, in caso di un problema al motore, a chi ti rivolgi? Al meccanico generico o all’officina specializzata per la auto?
Come nella vita, così è nel mondo del Business….
Per risolvere i propri problemi o soddisfare i propri desideri, chi ha potere d’acquisto cerca lo specialista, non un commerciante generico.
Se vuoi fare il salto di qualità, fai in modo da essere o diventare presto uno specialista…

5) Il marketing. Se credi che fare marketing significhi aprire una pagina Facebook, fare pubblicità sui giornali o, peggio, in qualche cosa tipo Groupon, allora sei fuori strada. Il Marketing è invece un sistema scientifico che ti porta a vendere abbastanza per coprire le spese, pagare i dipendenti, metterti qualcosa in tasca e creare un fondo per i futuri investimenti. Fare marketing significa analizzare il mercato e disegnare una strategia che poi metterai in atto con gli strumenti più adatti al tuo budget.

6) Gli sconti. Indipendentemente dal fatto che hai aperto da poco un’attività o sei nel commercio da anni, gli sconti tolgono soldi dalla tua tasca.  Perciò, se pensi di attirare nuovi clienti facendo sconti, stai praticamente svuotando il tuo conto corrente per regalare i tuoi soldi ad un po’ di gente in giro. Gli Sconti si fanno, solo in determinate occasioni od eventi programmati. Chi opera sconti indiscriminati lo fa’ solitamente quando non ha più nulla da dire, o quando vende la medesima merce che vendono gli altri e non c’è motivo per acquistare da te o altrove.

7) I clienti. Ogni volta che trascuri un cliente, qualcun altro sta lavorando per prenderselo. Quindi ogni cliente trascurato è un cliente perso.
Per riprendertelo, dovrai spendere il doppio in termini di tempo, pubblicità e promozione per accaparrartelo nuovamente.
Perciò, ogni volta che conquisti un cliente nuovo, fai in modo da mantenere con lui un legame continuo. Non esistono solo le card, i punti premio, Facebook e What’s up. I clienti vanno curati con forme anche tradizionali che lo facciano sentire sempre un po’ speciale.

Allora, come fare per diventare negozio o azienda di successo?

Per prima cosa, devi rispettare tutti e 7 i punti che ho elencato sopra.
Se non rispetti anche solo uno di quei punti, la tua azienda non funziona o funziona male…

Secondo: pensa da produttore e non da commerciante.

Devi puntare a generare un tuo brand.

E tutto quello che vendi deve essere meno importante del tuo stesso “brand”.

Questo vuol dire che i clienti devono entrare nel tuo negozio non per il prodotto di altri ma per il fatto che tu sei differente. Differente non solo per qualità, ma per il fatto di riuscire a risolvere problemi o a soddisfare desideri meglio di tutti.

 

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Arrendersi…o pensare alla Crisi..non è un sollievo..quindi ??


….con questa bella premessa, volevo portarti a qualche riflessione….

Perche?

Perchè “oggigiorno e’ dura”…le difficolta’ aumentano, la quotidianità è “avara” di soddisfazioni e spesso ci si trova a riflettere sul da farsi…

Ti chiedi….

Dove sbaglio ?, dove posso migliorare e sopratutto, come faccio ad acquisire nuovi Clienti??

Se ti fai queste domande, sei già sulla buona strada, perchè non ti ammorbi dando tutta la colpa alla “crisi”…(che ovviamente c’e’ purtroppo..) ma apri la strada ad una riflessione e sana autocritica.

“L’elefante dalla stanza e’ difficile da far uscire” e se avessi la ricetta “chiavi in mano” di tutto cio’, sarei ben felice di condividerla con tè, ma la soluzione pronta non c’e’….le nostre energie, competenze e “fame” di imparare e rimanere aggiornati devono essere la nostra forza e solo con un costante lavoro di contenuti e test, e’ possibile trovare soluzioni ed alternative a cio’ che non funziona…

Le scelte sono si’ a volte scommesse, ma vanno comunque intraprese, perchè l’alternativa e’ rimanere fermi al palo…e le conseguenze sono palesi..

Quindi aspettare tempi migliori, o peggio che questa crisi passi e’ un grave errore, perchè i fatti dimostrano che molti in questa fase di depressione dei mercati, hanno avuto più opportunità per generare buoni risultati.

Informati quindi tramite il web, le riviste specializzate di settore, libri che trattano di business per produrre nuovi scenari, e trovare nuovi angoli di attacco per il tuo negozio.

Ovviamente ascolta e valuta attentamente le proposte che ricevi dai Venditori, ma mi raccomando…SCREMA tutti coloro che non rispettano il tuo lavoro ed i tuoi criteri di scelta e modo operandi!!

Aspettare che tutti i “semafori” ritornino verdi, ti porteranno comunque a stare dietro a chi con coraggio avrà  “lavorato” su  progetti o si sarà dato da fare…

ARRENDERSI senza aver lottato, genera solo rimpianti e malumori.

Quindi….Incomincia ponendoti un obbiettivo anche se pur minimo, ma concentrati su di esso e “lavoralo” finche’ non lo hai perseguito!

Io lo sto’ facendo e credo sinceramente che lo stai facendo e lo farai  pure tu’…;)

Ti Auguro un Buon Lavoro!

Claudio

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I criteri di scelta dei Clienti


Cosa rappresentano i criteri di scelta e quindi di acquisto?

Sono semplicemente quella serie di azioni che i tuoi clienti fanno per arrivare a scoprire il tuo prodotto (o servizio) e informarsi su di esso in rete o offline per poi acquistarlo.

In pratica e’ quello che facciamo anche noi ogni giorno nel processo decisionale che ci porta a comprare un’ oggetto da 1 € o anche da migliaia di Euro..

Senza conoscere il comportamento del consumatore e senza sapere come poi questo arriva all’azione dell’acquisto, non è possibile creare un flusso costante di clienti o meglio un “imbuto”, che lo porti a effettuare  l’acquisto.

Ignorare questa condizione, significa andare a caso, operare nel mondo del vago, del sentito dire, del “mi pare”…

Che impressioni hai dei suoi clienti ? o meglio  conosci la psicologia del consumatore?

Studi mirati hanno riscontrato che la maggior parte degli imprenditori non conosce i criteri di acquisto dei suoi potenziali clienti, o perlomeno non coincide con il suo vero punto di vista.

Avere una visione distorta di questa realtà porta a fare errori grossolani che fanno la differenza fra il successo e l’insuccesso.

Ma perchè mi serve?

Perchè se non sai esattamente cosa pensa il tuo cliente di tè, il processo decisionale che mette in atto, cosa determina in lui la scelta del tuo prodotto, in sfavore dei tuoi concorrenti, come puoi far leva su quegli aspetti per convincere anche chi non ti conosce, che molto probabilmente utilizzerà gli stessi criteri di scelta?

Se non sai con chi parli e cosa vuole questa persona, non puoi immaginare di interessarlo  ai tuoi prodotti o magari al tuo sito..

Un sito internet, per quanto tecnologico e scintillante, non è poi così lontano dalla vetrina di un negozio.

In vetrina il bravo commerciante mette pochi oggetti, quelli che sa essere i più interessanti per i clienti che vuole attirare, ma ti fa anche capire che dentro troverai anche tanti altri articoli che possono essere interessanti per te che ami magari, quella marca…

Il negoziante meno accorto, mette in vetrina qualsiasi cosa, pensando di attirare tutti quelli che passano.

Ciao’ funzionava trent’anni fa’,quando magari eri l’unico negozio nel raggio di km ,ora al contrario così facendo porti a confondere il passante, che non avrà poi nessun ricordo della sua vetrina e tanto meno dei suoi prodotti.

…e sulla Rete ?

Puoi mettere sulla tua vetrina virtuale qualcosa che interessi il tuo target se non lo conosci nel dettaglio?

Considera anche che qui, sulla rete non è come in strada che puoi tentare di “acchiapparlo” a un successivo passaggio….

Qui, persa la prima occasione, difficilmente riuscirai a convincerlo a fare un secondo passaggio….

Quindi, se non conosci tutto del tuo target, come fai a pensare di fermarlo e convertirlo in un cliente?

Studiare il processo di acquisto della clientela è determinante per capire quali messaggi deve dare il tuo sito internet, cosa deve dire, quali parole deve utilizzare.

Ciò ti permetterà di capire quali sono le cose e le azioni che convincono il tuo target, quali sono le azioni o situazioni, che lo “spaventano” e che lo respingono. Solo così avrai l’opportunità di guidarlo in un percorso di conoscenza per portarlo infine a scegliere te e i tuoi prodotti.

L’analisi del processo d’acquisto dei tuoi clienti, è la fase in cui raccogliere tutte le informazioni su di loro per comprenderne il profilo.

Ogni target, infatti, ha un approccio differente nella scelta di un prodotto o di un servizio: cambiano le esigenze da soddisfare, le fonti di informazione, le motivazioni alla base della scelta.

Lo studio delle abitudini e preferenze del tuo target e’ l’unica via per determinare il tuo successo.

Interroga il web e il mondo reale, studia i post od articoli  che riguardano il tuo settore, studia le opinioni delle persone per individuare le specificità dei tuoi clienti attuali.

Applicando queste metodologie, puoi identificare i luoghi dove catturare l’attenzione dei tuoi clienti potenziali per trasformarli in clienti reali.

L’assenza della fase di analisi del processo di acquisto genera azioni di promozione casuali e inefficaci.

…concludendo…

Questa per mè rappresenta l’unica strategia e discriminante,  fra un lavoro orientato al successo della tua Attività  e una presenza sulla rete fittizia che serve solo a farti dire che sulla rete ci sei….

Buona Ricerca e Studio…. 😉

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Vuoi stare sul Mercato? Sei un Intraprendente?


Nella mia esperienza ultra ventennale,oggi vorrei toccare un argomento un po’ spinoso e che mi espone ….ma oramai, dopo tante esperienze,ho imparato “sulla mia pelle” che essere schietti ed onesti…alla fine PAGA.

Parlo oggi di un particolare tipo di Cliente ( in qualsiasi Settore ovviamente..) che esiste, ma che la sua esistenza, con taluni modi operandi, oggigiorno ha grosse difficoltà a restare sul Mercato…

Sto parlando di quel tipo di Cliente, che acquista si’, ma non si impegna MAI, a leggere, studiare e mettere in pratica davvero, le informazioni che raccoglie e spesso, condivido con lui.

Questa tipologia di  Persona si potrebbe definire in gergo “cacciatore di opportunità”.

In pratica..cosa fa’ ?

Acquista, intesa come ” opportunita”, sempre nuovi prodotti, suggerimenti, consigli, o corsi…perché alla fine, cio’ gli da’ “la carica” ed un alibi..

…. ma poi….della serie….

“non farò mai veramente niente per cambiare la situazione  in cui mi trovo oggi”.

Questi, ahime’….sono coloro che “apprendono” ma non applicano quello che, vedono, ascoltano, o comprano….

Continuando a non fare niente, arrivera’ il giorno in cui ti metteranno in discussione, ed anzichè darsi la colpa per essere dei “pigri”….passeranno magari ad un’altro Fornitore… per ripetere poi alla fine…la stessa identica storia….

Non fraintendermi …non  “condanno” nessuno, e non sono nessuno per arrogarmi tale giudizio…

La differenza però che vedo quotidianamente, tra chi agisce e chi rimane “inerte” è davvero evidente..

i “Lamentoni ” spesso  non fanno NULLA di concreto, ma cercano solo conferme infauste..per giustificare la loro situazione..

Quelli che vogliono sapere, ma che poi  non applicano… non concludono… nulla.

Le informazioni e consigli, sono preziose o utili, SOLO per chi le usa !

Ammiro le persone attente, sagge, intraprendenti… e NON superficiali, disposte, a lavorare sodo oggi, per veder realizzate poi le ambizioni in futuro.

Mi piace la Gente che “gioca” per VINCERE.

Viva le  CARTOLERIE VINCENTI !!!!!

PS Se mi segui per….. “non perdere”….non ti posso aiutare…..;)

cit.F.Merenda

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I Cinesi in Italia “prosperano”…Perchè ??


Da ormai qualche anno ho  tristemente notato che sempre di più le vetrine dei negozi italiani chiudono inesorabilmente i battenti sotto la stretta morsa della crisi, dei debiti, della banche e di tutto quello che sappiamo ormai fin troppo bene, mentre i negozi e i locali gestiti dai cinesi sembrano “spuntare come funghi” e prosperare..

E qui sorge il problema…I Cinesi…

Dopo averli foraggiati per anni in Patria loro, affidandogli la qualunque  in termini di produzione, ed averli “ingrassati “ per bene per oltre cinquant’anni, ora ce li troviamo in Casa a padroneggiare il nostro Mercato, con il prezzo basso usato come testa d’ariete.

Il problema poi del prezzo deriva innanzitutto dal fatto, che anche noi, abbiamo in assortimento da vendere tanti prodotti cinesi, ma per ovvi motivi, li dobbiamo rivendere con un ricarico maggiore…ed a questo punto la partita è chiaramente persa..

Ma la domanda latente e’: come fanno loro..in un Paese dove la pressione fiscale e’ altissima a pagare affitti così alti, comprare in contanti aziende e capannoni?

Ho letto di recente una testimonianza di Monica Jay, che in parte risolve il quesito:

“ Ora vi spiego come mai i cinesi aprono negozi in Italia al posto degli italiani.

Il cinese sveglio, quello che scappa da un paese capital-comunista che nel 2012 ancora butta in strada le neonate femmina, ha capito che stare in un posto col freno a mano non è vantaggioso. Ha capito che vivere in città che da lontano sfavillano e che da vicino sono luride e malsane, non fa per lui. Ha capito che ci sono paesi in cui le leggi fatte tanto per fare sono come l’America, ma meglio! perché non deve andare a sgobbare in fabbrica come i suoi predecessori (anche se ignora che ci sono prezzi molto più alti da pagare).

Quando arriva nel Belpaese viene accolto e aiutato da altri cinesi che lo ospitano, gli trovano alloggi e gli danno persino i soldi per iniziare la loro attività. Una vera pacchia! Bè… ovviamente tutto ha un prezzo. E’ un po’ come il contratto della Sirenetta con la Strega del Mare.

Come funziona?

La cosa è un po’ più complessa di come ve la spiegherò, ma credetemi sulla parola che alla fine i passi salienti sono solo tre. Chiameremo cinese1 quello che da i soldi (l’imprenditore “vero”) e cinese2 quello che vuole aprire l’attività (l’imprenditore da spremere). Bene. Poniamo il caso che il cinese2 abbia bisogno di 100.000 euro per iniziare l’attività (comprare il capannone o il negozio, fare tutta la costosa trafila delle scartoffie all’italiana, comprare la merce, oliare qua e là, ecc…). Il cinese1 gli da i 100.000 euro sull’unghia con un contratto che funziona così:

– il cinese2 dovrà restituire l’intera somma tutta insieme;

– nel frattempo dovrà pagare un fisso mensile al cinese1 finché l’intera somma non sarà disponibile;

– i soldi mesili NON verranno scalati dalla somma da restituire.

Punto. Non c’è altro da aggiungere, se non “questo è peggio dello strozzinaggio”. In altre parole il cinese2 deve lavorare per ripagare il debito e mentre mette via i soldi nel gruzzolo finale, deve anche guadagnare abbastanza per pagare il fisso mensile, pagare il posto dove vive con relative bollette, stipendiare chi lavora (generalmente la famiglia) e mangiare. A conti fatti deve guadagnare proprio bene… e il fatto sconcertante è che funziona. Ci sono valanghe di esempi viventi di negozi che vanno alla grande da anni. E vanno bene perché alla fine molti italiani comprano lì. Anche perché, a proposito di qualità del prodotto, se vogliamo dirla tutta non c’è poi tutta questa gran differenza tra il prodotto cinese e quello italiano, visto che molti marchi italiani già da anni hanno spostato la propria produzione in stati più economici.

Maledetti cinesi! Sfruttano i propri connazionali! Vergogna.

Eh già. Ma intanto loro si immettono nel commercio mentre noi ne usciamo a mani vuote. Loro acquistano i locali commerciali che gli italiani non riescono più a gestire. Certo… non ci sono acquirenti italiani perché i prezzi sono alti e noi non abbiamo nessuno che ci presta i soldi, non legalmente almeno. L’italiano medio non vuole problemi e cerca sempre la via più legale possibile (checché se ne dica). Ed è proprio per questo che perisce. Avete mai provato a chiedere soldi alle banche? O ai fondi europei? Buona fortuna gente! “

L’articolo spiega in parte come si finanziano..ma lo sfruttamento non e’ solo cosa loro, anche perché’ noi Italiani se possiamo lo facciamo..

Questo non significa che quel sistema è valido o che dovremmo attuarlo, bensì che il permissivismo italiano fa sì che queste situazioni si attuino sotto il nostro naso; e mentre noi vendiamo locali e capannoni perché non arriviamo a fine mese, loro hanno i soldi per comprarseli…

Probabilmente se avessimo iter burocratici più semplici, banche davvero umane e una pressione fiscale corretta, potremmo farcela… a non chiudere.

Lo sfruttamento , il lavoro in nero, evasione fiscale sono i punti forti della popolazione cinese in Italia, e su questo non c’è dubbio.

Bar, parrucchieri, ristoranti, estetica, e mega store sono tutte attività dove il basso costo attrae l’italiano medio (in crisi o semplicemente risparmiatore), non pagando le tasse e lavorando il doppio di noi

Vivono inizialmente solo per lavoro fino a che il capitale non diventa sostanzioso.

Dopo di che saranno loro a prestare denaro ai loro connazionali (strozzini di buona fede) per aprire altre attività redditizie a basso costo. E ricomincia la giostra…

 L’Italia dovrebbe fare qualcosa, per risolvere questa invasione, o per diventare più astuti di loro…

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MARKETING…devi farlo..ti spiego il perche’..


Marketing

Perché si parla cosi tanto di Marketing?

Perché ora come ora è Fondamentale mettere in opera Strategie e Metodi che il Marketing insegna, per far prosperare la tua Azienda.

Quando si parla di Azienda,si fa riferimento all’Imprenditore..

Chi e’ l’Imprenditore? Un Esperto di Marketing che sà leggere un bilancio…Stop.

Dati aggiornati dicono:

Il 50% delle nuove Imprese chiudono nei primi     2 anni

L’80%                                                                     5 anni

Il 96%                                                                     10 anni

Perché questa situazione? Cosa è cambiato rispetto ad una volta?

5 Vantaggi Scomparsi:

  1. Mercato Vergine: Gap Temporale, Italia del dopo guerra..non c’era più nulla…
  2. Evasione totale: il 90% era “nero”
  3. Svalutazione moneta: la Lira era svalutata e vendevamo al 25% in meno rispetto al mercato estero
  4. Leva Bancaria elevata: …si lavorava con i soldi delle Banche
  5. Finanziarsi con il Fisco: Non pago ed aspetto la chiamata dal Fisco

Tutto cio non esiste più, pertanto è necessario attuare delle strategie giuste ed operative.

Il Marketing cos’e’ ? Semplifico:

Fare Marketing significa spiegare ai potenziali in target, perché dovrebbero comprare da me invece che dai concorrenti diretti ed indiretti, attraverso un’offerta alla quale non possono dire di no.

Convincere le Persone a compiere un’azione e fare agire il potenziale Cliente.

Cosa fare?

Fare un’offerta di front end ( offerta a bassissimo margine ma d’impatto) per acquisire un nuovo cliente e portarlo poi a compiere un nuovo acquisto con il back end ( vendita a margine di regime )

E’ mal pensiero credere che il profitto si debba realizzare su ogni singolo prodotto proposto, mentre la verità è che si deve creare valore medio più alto su tutto il transato!

Quindi il margine si crea dal front end al back end.

E’ necessario quindi fare una vendita con bassissimo margine od in perdita per acquisire un nuovo cliente..

Lo scopo finale del Marketing:

  1. Essere scelto per primo
  2. Essere pagato meglio
  3. Avere più margine
  4. Migliorare i rapporti con i Fornitori

Il Marketing NON E’ la Pubblicita’

Il Marketing se ben fatto, porta nuovi Clienti, fa’ vendere piu’ prodotti e più di frequente.

Domandiamoci…

  1. Cosa mi rende Unico e diverso dalla Concorrenza?
  2. Perche’ devono scegliere me ?
  3. Sto’ facendo qualcosa di diverso dalla Concorrenza?
  4. Sto’ offrendo soluzioni a richieste ricorrenti?

Le risposte….devono portarti a riflettere e se necessario, cambiare rotta..

Il primo Nemico è l’inerzia, ovvero non fare nulla …e’ difficile lo so’ uscire dalla “zona di confort”..ma rimanere inerti significa portare la propria attività al declino con le amare conseguenze che ne comporta.

Studiamo il Marketing, sulla Rete, sui libri, frequentando Corsi…è  VITALE per far prosperare la nostra Attività e tenerla a ruota con il Mercato che si evolve e cambia ogni giorno.

 

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LAMENTARSI NON E’ MAI UNA BUONA STRATEGIA


Ciao ! Oggi volevo  condividere e sviluppare un argomento scottante che tocca un po’ Tutti, ( Me ‘ compreso…ovviamente ) ma in particolare di una tipologia di Persona che di questo modus, ne hanno fatto una “filosofia “ di Vita…

Siamo abituati ad avere sempre bisogno di qualcosa e a farne un dramma qualora questa necessità non venisse soddisfatta. Di conseguenza, ci lamentiamo tutto il tempo senza trovare nessuna soluzione.

Anche se la situazione che stiamo vivendo è positiva o se si hanno raggiunto importanti obbiettivi personali, la nostra frase tipica sarà sempre “Sì, ma …”.

Tale atteggiamento fa sì che non si riesca mai a godersi la vita e che ci si affligge se stessi e coloro che ci circondano con la nostra “tossicità.”

Lamentarsi non serve a niente se non ad affondare nell’amarezza.

Quando ci si lamenta è come indossare un paio di lenti distorte che mostrano sempre la parte peggiore del mondo, anche quando ci sono infinite cose buone che accadono.

Lamentarsi è la negazione della responsabilità e colpevolizzare qualcun altro è solo una scusa per evitare tale responsabilità.

Accettare le responsabilità è il modo migliore per crescere come persona e sviluppare come essere umano.

Abbiamo un potere immenso nelle nostre mani.

Ogni qualvolta abbiamo la tentazione di lamentarci, proviamo allora a fermarci e chiedeci se davvero vogliamo continuare a negare di essere i soli responsabili di ciò che accade nella nostra vita.

Di certo, se smettessimo di lamentarci tanto per le cose che non vanno come vorremmo e ci concentrassimo di più sulle cose che ci possiamo godere e che ci rendono felici, non saremmo così amareggiati.

È molto più facile criticare e arrabbiarsi perché le cose non sono andate come si voleva, che cercare soluzioni per cambiare la situazione.

Cercare soluzioni ai problemi implica smettere di fare le vittime e cominciare a lottare per quello che si desidera, richiede uno sforzo che molti non sono disposti a fare.

La nostra attenzione si concentra interamente su ciò che consideriamo  negativosenza essere capaci di vedere il lato positivo di tutto quel che facciamo.

Non accettiamo il fatto che ci siano cose che non si possono cambiare..

Per questo tipo di status  l’accettazione non esiste.

Non tolleriamo che le cose non vadano come vogliamo e non facciamo altro che ripetere che è insopportabile, intollerabile e disastroso che il mondo funzioni in questo modo.

Il risultato è un aggravamento dei problemi e un’impossibilità nel trovare una soluzione.

Cosa fare quindi per smettere di lamentarsi?

Per imparare a smettere di lamentarci in primis è quella di assumerci in pieno le proprie responsabilità.

Ognuno di noi, ogni giorno, senza colpevolizzarsi, ma con piena consapevolezza, dovrebbe affermare al mondo che “io mi prendo la responsabilità di tutto ciò che mi accade”.

Questo significa, in concreto, che:

  • Se sono infelice, io sono l’artefice della mia infelicità.
  •  Se c’è un problema che mi assilla, io ho la responsabilità di risolverlo.
  • .Smettete di giudicare tutto. Non siamo i giudici di niente e di nessuno, dunque la cosa più sensata da fare è chiudere la bocca e adattarci alle circostanze. Prima di giudicare, inoltre, guardiamoci allo specchio: neanche noi siamo perfetti.
  • Fomentiamo l’accettazione nella nostra vita. L’accettazione è un “balsamo” per raggiungere la pace interiore e la salute mentale. Se capiremo che ci sono svariate situazioni e persone sulle quali non abbiamo nessun potere, impareremo a non crearci aspettative fasulle e ad accettare tutto così come viene.
  • Fermiamo i pensieri negativi. Le parole sono il prodotto dei nostri pensieri, di ciò che diciamo a noi stessi. Se sapremo combattere le idee negative ed irrazionali, sarà più difficile non cadere nel vittimismo. Le nostre lamentele e critiche non saranno più onnipresenti. Il segreto sta nel confrontare le nostre idee con la realtà: capiremo che, spesso, siamo proprio noi a generalizzare ed ingrandire le cose.
  • Concentriamoci sull’aspetto positivo delle cose. Ogni circostanza ha un lato positivo, solo che non ci prestiamo attenzione e non riusciamo a vedere tutta la bellezza che ci circonda. Proviamo a fare uno sforzo e ad enumerare tutte le cose positive che abbiamo nella vita: ci renderemo conto che ci sono più cose piacevoli di quante credevamo. Guardiamo le cose che non ci piacciono da un altro punto di vista e vedremo che anche lì c’è qualcosa che luccica.

Mettiamo in pratica ogni giorno questi consigli e la nostra vita comincerà a cambiare..

Ricordiamoci che il cambiamento ha sempre inizio dentro di noi, non fuori.

Protestare contro il mondo non serve a niente, iniziamo ad amare la vita così com’è

Un ulteriore modo efficace per non lamentarsi è quello di allontanare i pensieri negativi, e sostituirli con ventate di ottimismo (della volontà).

Pensiamo a una difficoltà sul lavoro, a cose che non vanno come avevamo immaginato, e alla reazione istintiva. Di lamentarsi, appunto.

Facciamo il contrario: ricordiamoci che in questo momento il lavoro è quasi un lusso, e comunque una fortuna. E in ogni caso siamo sicuramente nella condizione di migliorare la nostra condizione.

Non cerchiamo solidarietà nel nostro lamento. Teniamo presente che lamentandoci spesso ci allontana dagli altri, ci mettiamo in una condizione di essere respinti.

Diventiamo perfino insopportabili.

Lamentarsi è sinonimo di grave miopia verso i problemi del prossimo, di ingratitudine verso la vita e una inutile perdita di tempo.

In questo status non siamo in grado di apprezzare l’aspetto positivo delle cose, restiamo a  sprofondare nel nostro dolore.

Non riusciamo ad approfittare delle situazioni e, anche qualora la fortuna bussi alla nostra porta, non riusciremo a vedere e cogliere l’opportunità che ci viene offerta.

Noi tutti abbiamo i nostri problemi, ma non dovremmo andare in giro a sbatterli in faccia a tutti per vedere chi è il più sfortunato, in una gara tra vittime.

Una volta può farci piacere ascoltare la lamentela di un amico e gli offriremo il nostro aiuto, la seconda volta anche. Ma a partire dalla terza si inizia ad essere stanchi.

Pertanto, preferiamo evitare le persone che si lamentano di tutto come se fossero dei vampiri emozionali.

Come risultato, poi queste persone restano sole come conseguenza di un meccanismo che esse stesse hanno creato.

E quando gli altri ti lasciano da solo…allora si …avrai un motivo in più per lamentarti.

Così la prossima volta che pensarai di lamentarti, chieditii:

– Quale insicurezza o difficoltà nasconde questa lamentela?

– Ho dei validi motivi per lamentarmi?

– Quali aspetti positivi mi darà la lamentela?

Chi sceglie di assumere il ruolo di vittima scarica altrove il peso delle proprie responsabilità

Le lamentele sono il più grande nemico del cambiamento

il nostro ruolo è fondamentale e non dobbiamo mai dimenticare che sono le scelte che facciamo a determinare il nostro percorso.

Chi vive nel pessimismo non troverà mai una soluzione e neppure la cercherà.

Perché qualsiasi tipo di impresa è destinata a fallire, qualsiasi obiettivo sarà irraggiungibile, ogni cambiamento sarà in peggio e ogni tipo di innovazione si dimostrerà inutile

Lamentarsi non porta nessun beneficio, anzi. Apparentemente crediamo di liberarci in questo modo di quel che non va, in realtà non facciamo che confermarlo.

Nella stragrande maggioranza dei casi, puntiamo sempre il dito contro il prossimo, dimenticandoci che, mentre lo facciamo, tre dita sono puntate contro di noi.

La maggior parte di noi si lamenta praticamente di tutto ciò che non è come vorrebbe che fosse. Il governo, il meteo, il traffico, la casa, il lavoro, eccc ecc e chi più ne ha più ne metta.

L’incapacità di accettare le cose per quello che sono, si unisce alla testardaggine di voler per forza cambiare ciò che non dipende da noi o alla pigrizia del non voler agire per trasformare quello che è in nostro potere, creando così la miscela ideale per la lamentela perfetta.

Se non si fa nulla di concreto per porvi rimedio, se non si agisce, se non si cambia prospettiva e atteggiamento, se si resta fermi e immobili aspettando che le cose cambino da sole, non si va da nessuna parte.

Perché è deleterio piangersi sempre addosso? 

Perché apparentemente è la soluzione più facile, più comoda e veloce

L’errore più comunemente commesso è proprio offrire quell’aiuto a chi potrebbe tranquillamente farcela da solo.

Più aiuti qualcuno che crede di non essere abbastanza abile, più alimenti la sua convinzione di essere incapace.

Più dai ascolto a chi si lamenta per niente, più questi continuerà a lamentarsi per tutto.

Oggi è largamente diffusa (e accettata) l’idea che si possa dire ciò che si pensa sempre e comunque.

Questa intangibile libertà personale si è trasformata in forma di libertinaggio, egocentrica e irrispettosa, che va’ a ledere quell’intimità che ciascuno di noi dovrebbe riservare solo ed esclusivamente a se stesso

Cambiamo quindi prospettiva…

Guardare la vita, le persone, le cose e gli eventi da diverse angolazioni, ci permette di avere un quadro più completo della realtà.

C’è sempre una via d’uscita, ma spesso non riusciamo a vederla perché siamo immersi personalmente e non abbiamo una percezione obiettiva della realtà.

Tendiamo sempre a soffermarci su ciò che non c’è, su ciò che non funziona, su ciò che manca, dimenticandoci di tutto il resto che va alla grande. 

Spostiamo i riflettori su ciò che nella tua vita ci da’ gioia, qualunque cosa sia, e dimostriamo gratitudine per questo

Nessun problema al mondo è stato mai risolto semplicemente avanzando critiche e lamentele a riguardo.

Occorre agire, sporcarsi le mani, sudare per raggiungere risultati che cambiano la vita.

Cosa sei veramente disposto a fare (non solo a parole) per risolvere il problema che ti tormenta?

I pensieri e le parole sono energia e l’energia, si sa, o è positiva o è negativa.

Inoltre, quello che pensiamo e quello che diciamo, al pari delle azioni, plasmano la nostra realtà.

Quando ci lamentiamo, stiamo compiendo una scelta: quella di lagnarci. Chiediamoci quanto questa nostra  scelta ci renda felici o infelici

Obiettare a qualcosa che non possiamo controllare provoca una momentanea sensazione di sollievo, ma in genere peggiora le cose, aumentando l’attenzione che dedichiamo a quel problema, il che lo rende ancora più invadente

L’insoddisfazione non deriva dalle situazioni stesse, ma dal modo in cui pensiamo di raggiungere la felicità

Oggi non abbiamo più scuse. Non possiamo trincerarci dietro un “non so come fare” o  ” non ci posso fare nulla”.  

Oggi, grazie anche alle nuove tecnologie, abbiamo accesso ad una infinità di informazioni. Possiamo entrare in contatto con le menti più illuminate, possiamo studiare, leggere, fare corsi, confrontare esperienze, unire le forze, scambiarci le idee.

Ma per molti di noi, è più comodo lamentarsi che agire. Per molti è più facile parlare di sfortuna o di problemi piuttosto che mettersi in discussione, rischiare ed impegnarsi seriamente.

Non è quello che accade o quello che ci circonda a determinare il nostro successo ma il modo con cui viviamo ogni istante.

Sono le nostre scelte, i nostri comportamenti, le nostre conoscenze, il nostro atteggiamento mentale a fare la differenza. Nel bene come nel male.

Lamentarsi è un modo per ottenere l’attenzione degli altri, per tenere i riflettori puntati su di sé

I lamentatori professionisti di solito si lamentano con chiunque li ascolti, ripetono sempre le stesse cose, e non tengono particolarmente in considerazione l’opinione dell’altra persona.

Lamentarsi fa male alle relazioni.

Molte delle nostre lamentele hanno una funzione comunicativa: lo facciamo per chiedere attenzione, per essere accontentati, per scaricare sugli altri le nostre frustrazioni.

Quando lamentarsi diventa un’abitudine, quando lo facciamo di continuo, stiamo anche logorando le nostre relazioni.

Stare ad ascoltare qualcuno che si lamenta richiede una certa dose di impegno e di energia: ci si sente investiti da malumore, tristezza, rabbia, disagio.

Se la cosa esce dall’occasionalità e diventa un’abitudine, allora la relazione per forza di cose si logora.

Chi si sente interpellato solo per ricevere lamentele, presto o tardi, in un modo o nell’altro, si stanca.

Smettere di lamentarsi richiede  attenzione e consapevolezza. Chi è abituato a lamentarsi infatti lo fa senza senza riflettere, in modo automatico

Uno sfogo ogni tanto fa bene per alleggerire la carica emotiva, per cercare aiuto o conferme

Tutto ciò che accade nella nostra vita l’abbiamo attirato a noi, consapevolmente o meno, con i nostri pensieri, i nostri sentimenti, le nostre paure, le nostre parole, le nostre azioni, le nostre attitudini.

Il nostro ego spesso, boicotta tutti i tentativi dell’anima di evolvere,

Scoprire la verità sulla legge del karma, che è la legge di attrazione, significa prendersi in toto le responsabilità della propria vita.

Chi non è pronto a conoscersi, a vedere i propri difetti, preferisce ancora incolpare qualcuno di esterno a lui per i propri dispiaceri.

Prendiamo a quattro mani il coraggio di esaminarci e decidiamo di sbarazzarci di tutte le abitudini deleterie!

ACCETTIAMOCI per quello che siamo e per quello che abbiamo a disposizione!

Ricordati che il cambiamento ha sempre inizio dentro di NOI, non fuori. Protestare contro il mondo non serve a niente, inizia ad amare la vita così com’è!

E ricorda: non colpevolizzarti.

Avere sbagliato in passato e continuare a ripeterlo non aiuterà nessuno.

Esiste solo il presente, è questo l’unico momento su cui puoi intervenire.

Accogli allora le tue responsabilità, dai VALORE a ciò’ che hai ORA e sorridi e affrontale con positività, fiducia e ottimismo.

Diciamo a Noi stessi :

“Non mi devo lamentare perché so che il punto in cui mi trovo è il risultato delle mie scelte e delle mie azioni, di quelle che ho compiuto e di quelle che ho evitato.”

Concludo ora questa lunga riflessione con una citazione che dovremmo TUTTI mettere in bacheca:

“La brevita’ della Vita, tanto spesso lamentata, potrebbe forse essere quel che la Vita ha di meglio.” 

cit. ARTHUR Schopenhauer